Se la vita matrimoniale del talento barese viaggia a gonfie vele, i rapporti con le sue ex tifoserie vanno sempre più in frantumi. Quella nerazzurra è la terza curva ad essere “tradita” dall’attaccante…

Parma
15:56 del 24/06/2013
Scritto da Albertone

La vita di Antonio Cassano assomiglia ad un film. Assomiglia, per l’appunto. A ben guardarla, sembra la parodia di Quattro matrimoni e un funerale, celebre pellicola diretta da Mike Newell. Una commedia di successo, come il successo non manca al bad boy del calcio italiano. La sua vita, ultimamente, si è trasformata in Un matrimonio e quattro funerali. Meglio partire dalle note liete: dopo aver corteggiato le showgirl di mezza Italia ed aver vagato nottetempo a caccia delle donne più belle del firmamento, Cassano ha messo la testa a posto, trovato il grande amore in Carolina e costruito una famiglia con due splendidi bambini. Un padre modello, tutto campo e famiglia.

Così, almeno, in apparenza. L’altra faccia della medaglia sono i quattro funerali. Termine macabro che rende con sufficiente convinzione i rapporti che ha saputo distruggere con altrettante tifoserie. Tre città, due italiane e una spagnola, che nei suoi confronti hanno sviluppato profonda antipatia. Proprio mentre Antonio si appresta ad approdare a Parma per aprire una delle sue (ultime o ennesime?) parentesi sportive della carriera, la sponda nerazzurra di Milano si è unita alle tifoserie di Milan, Sampdoria e Real Madrid nell’archiviare in fretta e furia il numero 99.

In principio fu la Roma, squadra che aveva prelevato Cassano dal Bari per lanciarlo sul palcoscenico della serie A. Fra il giocatore e la Curva Sud, feudo del tifo giallorosso, era scoppiata la scintilla (Celebre lo striscione “Amo le Cassanate” esposto ai tempi di Fabio Capello) poi immediatamente sopitasi quando Cassano aveva iniziato ad allenarsi poco e male. Da Roma la partenza era divenuta logica conseguenza di un atteggiamento che il Real Madrid si era prefisso di gestire. La capitale spagnola, tanto caliente quanto esuberante, era impazzita nel vedere il barese approdare in aeroporto con un giubbetto da qualche migliaio di euro ed aveva poi strabuzzato gli occhi nel vedere il fantasista appesantirsi sempre più, fino a presentarsi al Santiago Bernabeu in evidente sovrappeso ed alle prese con l’ironica imitazione di Fabio Capello.

Madrid ne aveva a sufficienza e lo aveva regalato alla Sampdoria nel tentativo di farne almeno un uomo, prima ancora che un campione. A Genova Cassano trascorre due anni e mezzo fantastici coronati da una finale di Coppa Italia (persa) e da un preliminare di Champion’s League (perso) prima di maltrattare il presidente Riccardo Garrone e guadagnarsi il fuori-rosa. Lo prende a quel punto il Milan, la squadra dei sogni del barese, che se ne libera nel giro di sei mesi: Antonio è ingombrante, tanto nello spogliatoio quanto in campo.

I tifosi non lo rimpiangono, soprattutto quando leggono la prossima destinazione del giocatore: stessa città, colori diversi. Cassano passa all’Inter, la velocità delle prime giornate si perde presto. Massimo Moratti è comunque entusiasta di quel giocatore che pure non riesce a tappare le falle di una squadra che manca persino l’aggancio alla zona Europa. Il rapporto di Cassano col resto della rosa è complicato, l’età avanza e il valore cala. Come una pedina qualunque, sarà lui l’anello mancante per portare Belfodil in nerazzurro. Prossima destinazione Parma, con in tasca un matrimonio saldo e quattro funerali con altrettante tifoserie.


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Categorie: Calcio


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Risposte - Commenti

Carmine

25/06/2013 21:47:50
Questo è stato l'ennesimo flop della sua carriera. Sempre più convinto che il Milan abbia fatto bene a cederlo in cambio di Pazzini. Non si può fare affidamento su di un giocatore che gioca solo quando ha voglia e che si comporta come gli pare. Almeno non è questo l'atteggiamento che si può avere quando si gioca nelle grandi squadre. credo che ormai sia un giocatore destinato ad un rapido declino
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Matteo

25/06/2013 15:33:11
Antonio Cassano da Bari Vecchia e' davvero l' emblema del talento inespresso. Questo ragazzo sin da quando aveva 17 anni aveva una tecnica incredibile, ma purtroppo come tutti sanno, un carattere ingestibile. Comunque l'ambiente con poche pressioni di Parma, potrebbe giovargli, anche se per un anno o due poteva calcare palcoscenici maggiori..
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