Protesta del Pdl, così saltano le larghe intese, disertano il voto e minacciano di non partecipare ai lavori per tutta la legislatura

Roma
10:17 del 23/10/2013
Scritto da Luca

I dispetti continuano tra i componenti delle forze governative, quasi a voler sottolineare che di omogeneo c'è poco o niente, continue Manifestazioni di forza e bracci di ferro che esasperano gli impotenti spettatori italiani, che potranno vendicarsi un domani, con l'unica arma a loro disposizione, il voto. Ancora una volta le larghe (ma quanto larghe?) intese sono saltate, il nodo venuto al pettine questa volta è stato il voto sulla presidenza della Commissione Antimafia.

E' stata eletta a sorpresa la candidata del Pd, Rosy Bindi, (che Renzi prima vuole rottamare salvo oggi fornirle l'appoggio), che sarà quindi alla guida delle bicamerale nonostante la forte opposizione del Pdl, che per protesta non ha partecipato al voto. Bindi è stata eletta al ballottaggio con 25 preferenze contro le 8 di Luigi Gaetti, Movimento 5 Stelle, che ha raccolto i consensi dei suoi, dopo che nel primo voto aveva ricevuto 6 voti, facendo pensare ad una spaccatura all'interno del M5s, subito smentita dall'interessato e dai vertici del partito. Un voto è stato ritenuto nullo, mentre due sono state le schede bianche

Intanto sulla scelta forzata, imposta quasi dal Pd di sostenere all'unanimità la candidatura della Bindi, si è scatenato un putiferio, e già i capigruppo di Camera e Senato del Pdl avevano fatto intendere che le larghe intese erano a rischio e che avrebbero comunque disertato le votazioni e tutte le sedute della commissione fino alla fine della legislatura, a meno che la scelta la scelta del presidente non fosse caduta su un nome condiviso e gradito anche dal Pdl.

Veramente un primo accordo prevedeva l'elezione di Lorenzo Dellai (capogruppo di Scelta Civica) ma all'ultimo l'intesa è saltata ed è stata imposta come abbiamo detto la Bindi. Le reazioni dei rappresentanti del Pdl non si sono fatte attendere, per Francesco Giro "l'elezione di Rosy Bindi è un colpo inferto alle larghe intese. E' nato il governo Letta 2? Noi non ne vogliamo far parte!", mentre Maurizio Gasparri su Twitter scrive: "Inaccettabile strappo del Pd pur di dare una poltrona a Rosy Bindi". Fabrizio Cicchitto invece ne chiede le dimissioni, come pure Renato Brunetta:  "Se avesse un minimo di senso delle istituzioni l'onorevole Rosy Bindi si dovrebbe dimettere immediatamente dalla presidenza della Commissione parlamentare Antimafia: un ruolo così delicato non può essere appannaggio di una sola parte Politica".

Anche Rosy Bindi ha voluto dire la sua ed ha dichiarato sdrammatizzando: "Credo che con l'elezione di tutta la presidenza della commissione Antimafia abbiamo espresso un gruppo che può combattere bene la mafia nel nostro Paese - afferma Bindi - io mi adopererò, sarà mio impegno, a ricucire lo strappo di oggi", aggiungendo inoltre "Mi permetto di ricordare che si può non partecipare a un voto, ma una volta che una presidenza c'è, è la presidenza di tutti".

"Non si poteva più aspettare oltre": così il presidente del Senato, Pietro Grasso, commenta la nomina di Rosy Bindi a presidente della commissione parlamentare Antimafia. "Si doveva far partire i lavori e spero che il Pdl possa ritornare sulla decisione di non parteciparvi".

 


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Categorie: Cronaca, Politica


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