Andrea Agnelli deve dimettersi, però, soprattutto perché, comunque vada l’indagine della procura federale, gli incontri con Dominello non sono addebitati né al direttore generale Marotta e nemmeno a capitan Buffon: è lui che ha incontrato gente che era meglio evitare.

Bologna
06:30 del 25/03/2017
Scritto da Luca

Andrea Agnelli deve dimettersi, però, soprattutto perché, comunque vada l’indagine della procura federale, gli incontri con Dominello non sono addebitati né al direttore generale Marotta e nemmeno a capitan Buffon: è lui che ha incontrato gente che era meglio evitare. Quegli incontri – consapevoli o meno – imbarazzano oggi milioni di tifosi bianconeri che aspettano tutta la settimana per vedere Dybala e Higuain alla domenica senza sentirsi in colpa. Si dirà: la Juve è pure sempre quella di Calciopoli e della serie B. Vero. Ma in quel caso, nonostante sentenze sportive e federali passate in giudicato – e quindi da rispettare – le condotte imputate a Moggi e il resto della triade appaiono – almeno a chi scrive – di certo inferiori a quelle che vengono ipotizzate oggi. Se non altro da un punto di vista morale. Perché la mafia – sia che si presenti con il volto della ‘ndrangheta, di Cosa nostra e della camorra – è il peccato originale di questo Paese, un cancro in metastasi che ha contagiato ogni singolo anfratto della nostra nazione.


Le curve da decenni sono egemonizzate da personaggi riconducibili alla criminalita', specialmente legati allo spaccio di droga, un tempo anche a gruppi eversivi politici, ora anche dalla mafia, da decenni ricattano le societa' in cambio di favori come biglietti di entrata allo stadio e sovvenzioni per seguire le squadre in trasferta

Se Agnelli ha mentito deve dimettersi e chiedere scusa. Se invece non lo ha fatto ed effettivamente non sapeva, è giusto che rimanga al suo posto. Punto. Però la cosa va accertata, e non si può andare dietro alle voci o ai non poteva non sapere. Dico questo perchè nel 2014 ci fu un interessante inchiesta di Repubblica sui capi ultras delle varie squadre, e Loris Grancini fu menzionato come leader della curva juventina. Ebbene, che non era uno stinco di santo e che fosse chiacchierato era di dominio pubblico, ma non ha fregato a nessuno. Stessa cosa per altri ultras di altre squadre, che come sanno anche i sassi intrattengono regolarmente rapporti con le società. Insomma chi oggi fa lo scandalizzato e dice agnelli non poteva non sapere è solo perchè fino a ieri ha volutamente tenuto la testa sotto la sabbia e adesso si deve rifare la verginità. 


Articolo letto: 443 volte
Categorie: , Calcio, Denunce


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Risposte - Commenti

Paolo

25/03/2017 17:37:14
Finalmente qualcuno che paga per gli errori commessi.
6

Nicola

25/03/2017 10:03:08
Al netto dei legami con la ndrangheta che saranno le varie procure a verificare, Il punto essenziale che troppi ignorano, seconde me, è che il presidente della juventus regalava biglietto non nominativi alle curve, in barba ai controlli, ai tornelli e alle mille burocrazie che il tifoso comune deve sopportare in nome di una sicurezza che viene bellamente mandata a quel paese
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