Una sentenza della Corte distrettuale potrebbe rivoluzionare interi quartieri della capitale olandese. Che, però, rischia seriamente di perdere una larghissima fetta di turismo giovanile…

Milano
11:08 del 01/05/2014
Scritto da Albertone

Stop coi coffee shop. Amsterdam ha deciso. Basta con il “fumo” libero. Una sentenza della Corte distrettuale spalanca una strada tutta nuova per l’Olanda. Chi sognava la “canna” nei quartieri della Capitale, d’ora in poi dovrà girare molto più a lungo. Solo nel quartiere a luci rosse, un terzo dei celebri locali chiuderà a breve. In tutte le altre zone, il giro di vite scatterà fra qualche mese e ridimensionerà il fenomeno. Una svolta che non piace nemmeno alla gran parte degli olandesi. Preoccupati, spiegano loro, delle possibili ricadute sul turismo.
Sono decine di migliaia, infatti, i giovani che ogni anno scelgono Amsterdam anche per farsi una fumata in santa pace, per poter entrare in quei locali un po’ bui e un po’ grigi in cui è consentito il consumo di droghe leggere entro i 5 grammi a persona per giorno. Ed è proprio lì che gli italiani, così come i giovani a cui nel proprio Paese è impedito il “fumo”, scelgono la qualità e le caratteristiche dell’erba prima di sedersi al tavolino e farsi la canna come avrebbero sempre voluto. Ecco, una sentenza emessa nei giorni scorsi dalla Corte distrettuale della città sembra invece schierarsi dalla parte del sindaco Eberhard van der Laan, convintosi negli ultimi anni che l’accoppiata case chiuse-coffee shop diano in realtà all’Olanda una brutta immagine di sé davanti al resto del mondo.
Così, il dispositivo gli consentirà di "portare avanti le politiche che ritiene opportune per tutelare l'ordine pubblico". E fra queste rientra anche la possibilità di liquidare la faccenda degli spinelli con una chiusura a tempo indeterminato dei locali. Ma, come detto, parte della città è in rivolta. Il turismo giovanile specifico per la cannabis è elevatissimo non solo per i coffee-shop, che ad Amsterdam sono circa 200, ma per tutto ciò che ruota loro intorno, dalla ristorazione all'ospitalità alberghiera, dai negozi comuni agli specializzati smart shop.
Basti pensare che lo scorso anno i Paesi Bassi hanno raccolto quasi 13 milioni di visitatori, facendo segnare un record storico: una porzione consistente, intorno al 20%, ha fatto almeno una volta tappa in un locale di questo tipo. In particolare proprio nella Venezia del Nord, dove se ne concentra oltre un terzo del totale, dal Bulldog al Mellow Yellow. Insomma, l’economia gira anche grazie all’erba.
Ma anche il sesso era uno dei Motori trainanti dell’economia di Amsterdam. Ed è lì il precedente che fa intuire come stavolta per molti coffee shop possa davvero essere la fine. Delle 482 stanze del sesso sparpagliate fra i vicoli e i canali di De Wallen, 192 hanno infatti chiuso i battenti dopo il 2006, quando un'altra sentenza ne consentì una sforbiciata in virtù delle difficoltà nella regolamentazione. Il piano per i coffee-shop sembra ricalcarne il percorso e prevede la chiusura di 26 dei 76 locali attivi nel celebre e affollato Red Light District. Un tentativo che dovrà iniziare in concomitanza con l’estate. Turisti e commercianti permettendo…


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Categorie: Cronaca, Curiosità, Esteri


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