In tutti e sedici comuni capoluogo il centrosinistra è in vantaggio, cinque capoluoghi al centro sinistra, M5s fuori da tutti i ballottaggi.

Roma
11:41 del 28/05/2013
Scritto da Luca

Mentre sul piano nazionale è ancora vivo l'interesse e la curiosità per la novità del governo di larghe intese, a livello locale queste ultime Elezioni amministrative evidenziano una rinascita al livello locale del bipolarismo. In sintesi è questo che risulta dal primo turno delle elezioni amministrative, infatti, il centrosinistra è in vantaggio in tutti e sedici comuni capoluogo interessati dal voto. A Roma, e in tutte le principali città in cui i cittadini sono stati chiamati alle urne, i ballottaggi sono tutti, o quasi, fra Pd e Pdl, ad eccezione di Treviso e Lodi, dove il candidato della Lega è opposto a quello del centrosinistra. Il centrosinistra, comunque, conferma al primo turno i comuni di Vicenza e Massa e potrebbe spuntarla subito anche a Pisa, Sondrio, Isernia. Solo a Brescia i candidati di centrodestra e centrosinistra hanno entrambi il 38% dei voti, si profila quindi un testa a testa tra il sindaco uscente, Adriano Paroli (Pdl) e il candidato del Pd Emilio Del Bono.

Nostante i dati delle comunali 2013 siano ancora parziali, già si può delineare il quadro che si presenta dopo il primo spoglio delle schede in vari comuni interessati. Forse inaspettato ai tanti, si evidenzia innanzi tutto un risultato fallimentare e insoddisfacente per il Movimento 5 Stelle (che ricordiamo nel 2012 ha conquistato Parma) che risulta escluso da tutti i ballottaggi nei comuni capoluogo di provincia. Dopo un silenzio imbarazzante, in serata Grillo commenta l'amaro risultato ottenuto dal suo movimento: "Il calo per noi era previsto - quasi si giustifica il leader del M5S - questa è la crisi, sempre più profonda, della partitocrazia, e non il nostro 'crollo'. Lo sconfitto semmai è il sistema dei partiti". Sorge intanto la protesta sul web: "Inutile girarci intorno, abbiamo preso una batosta", scrive un militante sul blog di Grillo. "Il M5S è quello che più ha tradito le attese dei suoi elettori, è evidente che c'è qualcosa che non va nella la sintonia tra chi lo vota e chi lo dirige", aggiunge in un analisi il governatore del Lazio Zingaretti.

Veniamo ai dati sull'affluenza. Alle elezioni comunali risultano aver votato il 62,38% degli elettori. Il dato è di quasi 15 punti percentuali inferiore rispetto alle precedenti elezioni. A Roma il calo più rilevante: ha votato un cittadino su due, il 52,8%, quasi 21 punti in meno del 2008, quando votò il 74,49% dell'elettorato. Secondo Gianni Alemanno la colpa è del derby per la finale di coppa Italia che "ha distratto fgli elettori".

Da riportare un caso particolare verificatosi al Comune di Sulmona, un candidato è morto durante la campagna elettorale, ma non è stato possibile sostituire il nominativo sulle schede ormai già stampate. Il defunto Fulvio Di Benedetto sostenuto da cinque liste (Psi e 4 civiche) è arrivato secondo con il 22,17% dei voti e quindi dovrebbe partecipare al ballottaggio contro Giuseppe Ranalli del Pd primo con il 32,5% dei voti. Potrebbe esserci però un ricorso alla Corte Costituzionale per un parere sulla stessa validità delle votazioni e sull'eventuale sostituto che dovrà partecipare al ballottaggio al posto del candidato defunto.

Anche se i risultati sono ancora da considerarsi parziali, vediamo com'è andata nei comuni interessati dalle elezioni:a Roma il 9 e 10 giugno ballottaggio tra Ignazio Marino (Pd), con il 42,8% e Gianni Alemanno (Pdl) con il 30,2%; a Viterbo è ballottaggio tra Leonardo Michelini del Pd (35,5%) e il sindaco uscente del Pdl Giulio Marini (27,09%);a Brescia, Emilio Del Bono (Pd) con il 38,2% e Adriano Paroli (Pdl) con 37,9%; a Vicenza, affermazione del centrosinistra: Achille Variati, con il 53,6% vince contro leghista Manuela Dal Lago con il 27,2%; a Imola, vittoria del Pd con Daniele Manca (53,59%); a Siena, Bruno Valentini (Pd) con il 41,3% va al ballottaggio contro Eugenio Neri (Pdl) con il 22,7%. A Massa Alessandro Volpi (Pd) è sindaco con il 54,03%; anche a Pisa Marco Filippeschi (Pd) è sindaco con il 52,9%. A Treviso, Giovanni Manildo (Pd) con il 45,1% va al ballottaggio contro il candidato della Lega Giancarlo Gentilini (33%); a Lodi Simone Uggetti (Pd) con il 44,5% al ballottaggio contro la leghista Giuliana Cominetti, con il 34,3%. A Sondrio, riconfermato il sindaco uscente di centrosinistra Alcide Molteni, con il 53,5% sull'avversario del Pdl. A Imperia Carlo Capacci (Pd) con il 46,73% al ballottaggio contro Erminio Annoni (Pdl) con il 28,81. Nella città ligure è emblematico anche il crollo del M5S, passato dal 33,6% delle politiche ad appena l'8,8% delle amministrative. A Isernia vince invece con il 50,5% Luigi Brasiello, candidato per una lista civica sostenuta da centrosinistra e Udc. A Barletta, Pasquale Cascella (Pd)con il 42,5% va al ballottaggio contro Giovanni Alfarano (Pdl) fermo al 22,9%. Ad Avellino, Paolo Foti (Pd) con il 25,47% al ballottaggio contro Costantino Preziosi (Udc) al 22,18%. Infine ad Ancona è ballottaggio fra Valeria Mancinelli del Pd (37,3%) e Italo D'Angelo del Pdl (20,57%).

Diversi i commenti all'indomani della tornata elettorale: Nichi Vendola è felice del risultato raggiunto dalla sinistra: "Oggi il centrosinistra risorge nelle città - commenta il leader di Sel - nella prima prova dopo lo schianto, si dimostra capace di essere un'alternativa credibile". Soddisfatto anche il segretario Pd Guglielmo Epifani, secondo il quale: "Il Pd va avanti malgrado si sia assunto una responsabilità difficile a livello di governo nazionale". Da Roma, Gianni Alemanno si dichiara molro ottimista: "La partita è aperta - commenta - ora riportiamo al voto gli astenuti". Lo stesso Silvio Berlusconi, deluso dai risultati fin'ora ottenuti dal centrodestra, minimizza la portata del voto locale: "le amministrative non hanno nulla a che vedere con il governo - afferma - anzi semmai sono la riprova della necessità che l'esecutivo prosegua il suo lavoro". Marcello De Vito del M5s, che ottiene uno stentato 12,6% cerca di sdrammatizzare la sconfitta, secondo lui un "calo non vistoso", attribuendo il calo di consensi al poco spazio avuto su giornali e tv.


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Categorie: Politica


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