Come avete intuito, abbiamo approcciato questo nuovo titolo con le migliori intenzioni, e anticipiamo già da ora che tutto il buono contenuto in Euro Truck Simulator 2 è presente anche in American Truck Simulator

Roma
09:10 del 16/02/2016
Scritto da Gerardo

Provate a pensare a un gioco insospettabile che vi ha permesso di vivere un’esperienza rilassante, eterea, vicino quanto il più possibile a un qualcosa che possa definirsi spirituale. Le vostre risposte potrebbero sorprendervi. Per quanto assurdo possa essere, uno dei primi giochi che mi salta in mente quando penso a un’esperienza “spirituale” è Euro Truck Simulator 2. Questo perché, nel momento in cui riuscivo a fare una curva senza incastrarmi in un palo della luce per le strade di Londra, l’andare placido del mio camion, accompagnato dallo streaming di una qualche radio di ottimo brit pop, riusciva a mettermi sempre in una buona predisposizione d’animo. Da qualche giorno lo studio SCS Software è tornato sulla scena con il nuovo capitolo della serie, chiamato American Truck Simulator. Sostituite Londra con San Francisco, il brit pop con l’intramontabile country, e iniziate con noi questo viaggio alla scoperta delle impressioni che ci ha lasciato questo nuovo titolo .

Questa costoletta sa di libertà!


Come avete intuito, abbiamo approcciato questo nuovo titolo con le migliori intenzioni, e anticipiamo già da ora che tutto il buono contenuto in Euro Truck Simulator 2 è presente anche in American Truck Simulator. Non svolgeremmo appieno il nostro ruolo informativo, però, se non vi avvertissimo del fatto che questo nuovo titolo SCS Software è, tutto sommato, un “more of the same” di quanto già visto nei giochi precedenti. Questo vuol dire che lo scopo principale del gioco sarà ancora quello di guidare camion, questa volta per le strade assolate della costa ovest statunitense; ciò implica la presenza di città iconiche come San Francisco, Los Angeles e Las Vegas. Anche in questo capitolo, dovremo iniziare la nostra carriera accettando incarichi da dipendente, fino ad accumulare i soldi necessari a comprare un camion di nostra proprietà. Una volta fatto ciò, diventeremo veri e propri tycoon del trasporto su gomma, e potremo continuare a prosperare. Dicevamo che le differenze con il capitolo precedente della serie sono poche, e difatti basterà una prima occhiata ai menu di gioco per rendersi conto di quanto poco o nulla sia cambiato, almeno dal punto di vista dell’impressione generale. Difatti, il gameplay offre alcune variazioni sul tema, ma la sensazione è che, al momento, il titolo si basi sulla struttura classica di Euro Truck Simulator 2, proponendo però un numero inferiore di contenuti. Nel momento in cui scriviamo, infatti, sono disponibili solo due marche di camion (KenWorth e Peterbilt), e soprattutto solo due mappe di gioco, corrispondenti agli stati di Nevada e California. È pur vero che gli sviluppatori hanno promesso l’arrivo di nuovi contenuti gratuiti, tra i quali l’aggiunta dell’Arizona, ma al momento l’impressione è che American Truck Simulator sia un po’ un contenitore che attende di essere riempito. La scena amatoriale, peraltro, si è già messa all’opera, e considerato che l’impianto di gioco è simile a quello di Euro Truck Simulator 2, non bisognerà attendere molto prima dell'arrivo della stessa quantità di mod ammirata in passato.

”Oh, say can you see, by the dawn's early light…”

Dal punto di vista del gameplay, il titolo propone grossomodo il modello di guida già visto in precedenza. Questo significa che bisognerà fare molta attenzione durante le fasi di manovra iniziali, e altrettanta attenzione durante i parcheggi. Riguardo a questo aspetto, dobbiamo registrare una novità, ovvero la possibilità di scegliere tra tre opzioni differenti di parcheggio del proprio camion. Si parte dalla modalità automatica, che sostanzialmente consiste nel saltare a piè pari la fase di manovra, fino ad arrivare all’opzione preferita dai professionisti del trasporto su gomma, ovvero quella che prevede la gestione dei minimi spostamenti del proprio mezzo. Va da sé che, a seconda delle scelte effettuate in fatto di parcheggi, e alla bravura dimostrata nei vari viaggi, si riceveranno eventuali punti esperienza, utili per progredire nella nostra carriera. Tutto ciò consente peraltro di sbloccare alcune abilità speciali (come la possibilità di effettuare viaggi più lunghi): una dinamica, questa, già vista in Euro Truck Simulator 2.

Tra le altre chicche, si segnala la presenza delle stazioni di peso, che investigheranno sulla stazza del nostro mezzo, nonché la presenza delle auto della polizia statunitense, sempre pronte a farcela pagare per la minima scorrettezza (con delle multe che, peraltro, sono sempre salatissime).

Non ci ha convinto del tutto, invece, la scala delle mappe di gioco, che risultano forse un po' troppo compresse. Da una parte si è trattato di una manovra necessaria per coprire la totalità del territorio degli stati coinvolti, ma dall’altra crea dei fastidiosi contrattempi, come cambi dei limiti di velocità bruschi (che si risolvono spesso in multe proprio per eccesso di velocità).  Dal punto di vista dell’esperienza di guida, va da sé che l’opzione migliore rimane quella di lanciarsi sulle strade in compagnia di un volante non solo più che buono, ma anche con molti tasti. I circa sedici pulsanti del nostro G25, ad esempio, bastano a malapena a coprire le funzioni che abbiamo ritenuto più utili. D’altra parte, avere a disposizione un cambio ad H si conferma cruciale nel cercare di dare ancora più profondità al modello di guida, grazie ai vari layout selezionabili, che presentano un numero di marce superiori rispetto al capitolo europeo della serie.


”Starry, starry night…”

Si possono esprimere un sacco di parole sul gameplay del gioco che stiamo recensendo, sulla validità del suo modello di guida o sulla palese mancanza attuale di contenuti. Il fatto è che, nonostante tutte queste considerazioni, il titolo SCS Software è riuscito comunque a riproporre la caratteristica più importante: American Truck Simulator è, senza ombra di dubbio, un titolo poetico. È questo, difatti, l’elemento che fa sì che questa serie di titoli abbia un fascino così particolare, e non è neanche tanto difficile spiegarne il perché. Dal punto di vista grafico, infatti, quella che si può ammirare in American Truck Simulator è in sostanza la stessa grafica di Euro Truck Simulator 2, ma più definita, soprattutto più fluida, e con una tavolozza di colori più satura e d’impatto. Anche il traffico cittadino e il manto stradale hanno beneficiato di questo restyling, risultando ora più realistici. Anche la IA che governa le altre vetture, tutto sommato, ci ha soddisfatti, facendoci risparmiare un gran numero di imprecazioni agli incroci.

Gli scorci che regalano le nuove ambientazioni californiane, specie al tramonto, riescono ad emozionare grazie anche a un sistema di illuminazione che ora indugia maggiormente sulle fonti luminose più forti, come appunto il sole e le luci artificiali delle città (l'uso di bloom sembra essere difatti maggiore rispetto al passato, così come dell'HDR).

Parlare del comparto audio, cambiando argomento, vuol dire fermarsi a constatare come il sonoro sia uno degli elementi principali nella formazione dell’esperienza “spirituale” proposta dal gioco. Come da tradizione, infatti, il titolo consente di allietare i propri viaggi con l’ascolto della propria libreria audio MP3, ma soprattutto con lo streaming di web radio. Questo significa tanta musica rock, ma soprattutto country, pronta ad accompagnarci durante le nostre sessioni; difatti, è proprio questo elemento quello che riesce a ricreare più di tutti l’atmosfera a stelle e strisce che il titolo vorrebbe proporre. Ascoltare la canzone giusta, al momento giusto, è un’esperienza difficilmente riproducibile anche in altri titoli (pensiamo ad esempio a GTA V, che in teoria potrebbe riproporre gli stessi scenari e la stessa musica). Se siete indecisi su quali canzoni ascoltare, ecco alcuni umili suggerimenti per iniziare: “Vincent” di Don McLean (rigorosamente di notte e su strade non trafficate), “Old Enough” dei Racounters (nella versione con Ricky Skaggs e Ashley Monroe), la versione di Gillian Welch di “I’ll Fly Away”, e “Acid Tongue” di Jenny Lewis. Non ve ne pentirete.

Hardware

Requisiti minimi:

OS: Windows 7 64-bit

Processor: Dual core CPU 2.4 GHz

Memory: 4 GB RAM

Graphics: GeForce GTS 450-class (Intel HD 4000)

Storage: 3 GB available space

 

Requisiti consigliati:

OS: Windows 7/8.1/10 64-bit

Processor: Quad core CPU 3.0 GHz

Memory: 6 GB RAM

Graphics: GeForce GTX 760-class (2 GB)

Storage: 3 GB available space


Articolo letto: 1035 volte
Categorie: Videogames


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