Cambiamento climatico ed energia. Sulle fonti rinnovabili abbiamo avuto uno sprint formidabile e ci siano seduti proprio nel momento in cui potevamo raccogliere i frutti dello sforzo

Napoli
10:00 del 01/02/2017
Scritto da Luca

Cambiamento climatico ed energia. Sulle fonti rinnovabili abbiamo avuto uno sprint formidabile e ci siano seduti proprio nel momento in cui potevamo raccogliere i frutti dello sforzo. Non abbiamo una strategia energetica in grado di traghettarci verso l'obiettivo della decarbonizzazione entro il 2050, necessario per evitare che l'aumento della temperatura raggiunga livelli catastrofici.
Economia circolare, innovazione e lavoro. L'elenco delle buone azioni richieste è lungo: ratifica immediata della Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti; riduzione dei sussidi dannosi per l'ambiente; incentivi fiscali per  incoraggiare il riuso della materia; attuazione dell'Agenda digitale. L'elenco delle buone azioni attuate è quasi vuoto.  Povertà e diseguaglianze. In un quadro in cui il lavoro diventa sempre più scarso e precario a livello europeo viene chiesta l'introduzione di un sussidio di disoccupazione in tutti i Paesi. In Italia questo tema, spesso declinato nella versione del reddito di cittadinanza, per molti partiti resta ai margini del dibattito politico.
Capitale naturale e qualità dell'ambiente. Ci sono da rispettare vari impegni internazionali, tra cui l'attuazione della direttiva quadro sulle acque. In Italia manca il 30% di depurazione e il 15% del sistema fognario.



Città e infrastrutture. L'obiettivo è l'adozione di una strategia urbana di sviluppo sostenibile e l'approvazione dei piani di adattamento al cambiamento climatico. La realtà è la mancata approvazione della legge sul contenimento del consumo di suolo e sul riuso del suolo edificato.  Giovannini - ricordando che il 70% degli italiani è favorevole alle politiche per lo sviluppo sostenibile - chiede dunque ai partiti di dire agli elettori come pensano di ridurre la povertà e le disuguaglianze, tutelare l'ambiente e rispettare gli accordi di Parigi sulla lotta al cambiamento climatico. L'Asvis propone anche di inserire nella Costituzione la necessità dello sviluppo sostenibile. Al convegno di oggi, a Roma, a Palazzo Giustiniani, su "La politica di fronte alla sfida dello sviluppo sostenibile", una risposta netta è arrivata dal presidente del Senato, Pietro Grasso: "Non c'è alcuna alternativa possibile per il pianeta se non quella di iniziare un percorso virtuoso, sulla base degli Obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dalle Nazioni Unite, per realizzare la pace e la giustizia, rafforzare le istituzioni e ridurre al minimo le diseguaglianze che affliggono milioni di uomini e di donne in tutto il mondo e, non dobbiamo dimenticarlo, anche nei paesi più avanzati". Per il resto sono arrivate aperture parziali. Stefano Fassina (Sinistra Italiana) ha condiviso l'allarme per la crescita di un populismo che si nutre della distrazione rispetto alla concretezza del tema della mancanza di lavoro e delle ondate migratorie spesso esasperate dal dissesto climatico. Mirko Busto (Movimento 5 Stelle) ha provato a tenere assieme reddito di cittadinanza e decrescita. Fabio Rampelli (Fratelli d'Italia-An) ha espresso preoccupazioni demografiche. Per ora comunque questi temi restano a margine dell'agenda politica. A cavallo di questa estate o della prossima sapremo cosa ne pensano gli elettori.

Da: QUI


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Categorie: , Ambiente, Denunce


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Risposte - Commenti

Edilio

02/02/2017 11:01:34
In Italia secondo me sarebbe molto più semplice risolvere il problema considerando il fatto che scusatemi l'ironia molte fabbriche chiudono quindi scarichi e roba varia stanno diminuendo e molte aziende vanno all'estero. Basterebbe far circolare solo gli autobus elettrici spesso e limitare le auto.
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Maria Rosa

01/02/2017 11:26:49
Ma quando mai le grandi e piccole città si attrezzeranno con progetti e programmi per rendere veramente fattibile quella mobilità? Pochissime sino ad ora. Io penso che la maggioranza dei cittadini sia d'accordo; sono le istituzioni che sono lente, burocratiche, a volte ignoranti, quando invece basta veramente poco per rendere più "facile" la vita del cittadino.
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