Ambera: la fidanzata e’ peggio dello sgozzatore albanese. La pena, la tristezza. Un abisso di vuoto che a sfiorarlo fa orrore

Pesaro Urbino
09:30 del 26/07/2015
Scritto da Gerardo

La pena, la tristezza. Un abisso di vuoto che a sfiorarlo fa orrore. Ambera Saliji, ragazza macedone di 19 anni, parla, ma mille volte avrebbe fatto meglio a stare zitta. Ismaele Lulli, studente di 17 anni, una settimana fa è stato ucciso per lei. Lo hanno sgozzato come un capretto e gettato in un dirupo. Sono stati Igli Meta, 20 anni, e Marjo Mema, 19, due ragazzi albanesi. Igli è il fidanzato di Ambera.

Un delitto d' onore, nel loro immaginario barbaro; nella realtà una esecuzione infame, premeditata: lo hanno preso in due, più grandi e forti e violenti, a tradimento. Lo hanno legato a una croce e interrogatoprima di ammazzarlo.

Ma è Ambera quella che ora ti ghiaccia le vene. I giornalisti la cercano e la sventurata risponde. Le chiedono di Ismaele, cosa provi per lui e la sua famiglia, e lei reagisce quasi infastidita: «Cosa vuole che le risponda:condoglianze. Stop, non ho altro da dire». Non una briciola di pietà per quel ragazzo, zero dolore per quel corpo straziato. «L'avrò visto qualche volta. Io non ero affatto interessata a Ismaele. Era lui che ci provava».

Se un' emozione traspare è l'orgoglio primitivo per essere l' oggetto di un'ossessione così forte da spingere il suo uomo ad ammazzare. «Amo Igli, ha capito? È il mio fidanzato, lo aspetterò fino a quando non uscirà di prigione. Ha fatto una cosa orribile, spinto dalla gelosia. Ma non smetterò di amarlo per questo».

Chi le fa le domande la descrive «sicura, senza incertezze». E capisci che l'orrore che rivolta le nostre coscienze non ha sconvolto quella di Ambera e dei suoi due amici. Generazione cresciuta nel vuoto dei valori, ci diranno adesso, ma non è solo quello. Ci sono distanze incommensurabili, un valore della vita che per noi è tutto e che per la ragazza macedone e il suo fidanzato albanese sembra così basso,prossimo allo zero. Sono la cultura, gli esempi, la religione, il peso che si dà alla vita umana nella famiglia in cui vivi e nei posti da cui provieni che quasi sempre segnano il confine tra civiltà e barbarie. Da questo lato del confine i nonni non regalano ai nipoti coltelli a serraManico con la lama da venti centimetri, come quello che ha tagliato la gola di Ismaele.

«Igli è un ragazzo buono. Ci sto insieme da quattro anni e mezzo, e sono certa che non voleva uccidere Ismaele», ripete ai giornalisti che sono andati lì per cercare le lacrime di una ragazza e hanno trovato una donna dura e fredda come la pietra. Non un pensiero, non una parola per quel povero cristo ammazzato. E ti chiedi cosa abbiamo a che fare noi con questi qui, e preghi che tuo figlio non Incontri mai una come Ambera.


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Categorie: Cronaca


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