Amatrice, prete umilia i politici ai funerali: “Via i loro fiori e si siedano negli ultimi banchi. Basta spot”

Rieti
09:30 del 01/09/2016
Scritto da Luca

Amatrice, prete umilia i politici ai funerali: “Via i loro fiori e si siedano negli ultimi banchi. Basta spot”

Un umile pretino di provincia contro le più alte cariche dello Stato. E’il parroco di Posta e Cittareale, comuni poco distanti dall’epicentro del sisma, che lunedì scorso si è opposto alla presenza (simbolica) dei politici ai funerali rietini delle vittime del terremoto.

Il Fra Cristoforo in questione è Don Fabio Gammarota, giovane prete che ha servito in passato anche ad Amatrice, mentre i Don Rodrigo sono le corone di fiori inviate dal presidente del Consiglio, dal presidente del Senato, dal sindaco di Roma e dal presidente della Regione Lazio. Mentre le composizioni funebri venivano sistemate nella chiesa-tendone allestita per i funerali, don Fabio si è rivolto ai militari dicendo: “Queste le portate via, la cerimonia non ha bisogno di sponsorizzazione”. E via sono state portate, lontane dall’altare.


Intervistato da Repubblica, il prete ha spiegato le ragioni della sua imposizione:”Toglievano la vista della messa a chi stava dietro, c’ erano diversi familiari”. Ma non è stato un po’ drastico questo bando? “Il giorno dopo il fiore è già morto, invece i problemi restano. In un funerale come questo il profluvio di corone costa migliaia di euro. Una sola va dagli ottanta ai quattrocento, soldi buttati. Perché chi ha firmato quegli addobbi floreali non ha fatto un assegno di pari valore?”

Una posizione che sa un po’ di polemica contro le istituzioni. E infatti Don Fabio ha il dente vagamente avvelenato contro la gestione del territorio distrutto dal sisma: “C’ è rabbia pregressa, è indubbio. Nessuna critica ai soccorsi e alle prime azioni del governo, ma va ricordato che la provincia di Rieti è frutto di uno spezzatino. Un po’ tolta da Roma, un po’ da Ascoli, un po’ dall’ Aquila. Il risultato è che per arrivare qui non c’ è neppure una ferrovia”.

Stoccata finale contro la presenza invasiva ed esibita dello Stato e dei suoi rappresentanti in un momento di intimo dolore come i funerali delle vittime: “Mi piace l’ idea che chi viene da fuori e assiste a un dolore di questa portata si accomodi nella sedie in fondo e aspetti che il protagonista di quel dolore gli dica: “Amico, vieni a sederti con noi, davanti” “.


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Categorie: Cronaca


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