ANIMALISTI ESTREMISTI - Le politiche degli ultimi anni sugli animali incidono negativamente su disoccupazione, tasse, sanità, per alimentare una casta, quella animalista, che ci toglie diritti e si arricchisce alle nostre spalle.

Avellino
06:00 del 15/09/2017
Scritto da Gerardo

ANIMALISTI ESTREMISTI - Le politiche degli ultimi anni sugli animali incidono negativamente su disoccupazione, tasse, sanità, per alimentare una casta, quella animalista, che ci toglie diritti e si arricchisce alle nostre spalle. È un'affermazione un po' forte, penserà qualcuno, ma reale, purtroppo, e necessaria, visto che il tutto avviene in modo studiato, perché i più non se ne accorgano. Certo, quando parlo di "casta animalista" non intendo le gattare che sopravvivono spendendo la quota maggiore della loro pensione per accudire animali sfortunati; parlo di una lobby potentissima, quella delle grosse associazioni, magari Onlus (?), che negli anni ha consolidato un potere reale ed economico impressionante, tale da condizionare a proprio favore la politica, i media e ovviamente l'opinione pubblica, che alla fine è quella che paga...
Hanno cominciato negli anni '90: sfruttando l'occasione dell'acuirsi del problema del randagismo canino, causato da un certo lassismo delle Amministrazioni nel decennio precedente, sono riusciti ad ottenere dalla politica (con la Legge 281/91) un riconoscimento ed un ruolo, quello di contribuire a risolvere il problema. Ovviamente, lo hanno fatto offrendo le loro soluzioni, che in realtà soluzioni non erano, ma incontravano lo spirito e le aspettative di grandi e positivi cambiamenti dell'epoca: era caduto il muro di Berlino, finita la guerra fredda, perciò offrire un futuro anche ai cani randagi era naturale...
Da quel momento i rapporti tra le associazioni animaliste ed i decisori della Pubblica Amministrazione non hanno fatto che intensificarsi (era la legge stessa a prevederlo); sono sorti canili, anagrafi, progetti informativi/educativi, una parte consistente del personale delle ASL è stato dirottato ad occuparsi di cagnolini... insomma, non hanno fatto che aumentare le spese per gli italiani, per gestire un problema che ancora oggi non è stato risolto.



ANIMALISTI ESTREMISTI - SONO ORMAI DIVENTATI POTENTI
Solo che oggi, anche quando qualcuno se ne accorge e lo fa notare, loro, gli animalisti, sono ormai diventati così potenti da riuscire ad addossare la colpa su qualcun altro. Infatti, proporzionalmente a quanto sono aumentate le uscite per i cittadini, sono aumentate le entrate per le associazioni animaliste, alcune delle quali tra convenzioni, donazioni, 5x1000, ecc. vantano oggi bilanci da spa. E investono con stile e metodi da spa, soprattutto in comunicazione, avendo capito che con l'informazione, si tratti di verità o bugie poco importa, si riescono a condizionare le scelte di chiunque.
Così nel 2004, raccontandoci di voler contrastare il racket dei combattimenti tra cani (ma di quanti casi reali siete mai stati a conoscenza?!...), queste organizzazioni hanno ottenuto un'altra legge, la 189, che consente loro, quando ci siano di mezzo animali, di operare la vigilanza attraverso le loro guardie zoofile, denunciare presunti reati e, soprattutto, una volta ottenuto un sequestro, farsi affidare gli animali sequestrati, divenire destinatarie delle entrate derivanti da eventuali sanzioni, costituirsi parte civile ai processi per chiedere ancora soldi...
Un bel guadagno senza alcun rischio, per loro... E per noi? Ovviamente l'entrata in vigore di una simile norma non ha fatto che aumentare a dismisura il numero di procedimenti giudiziari e quello dei sequestri di cani, gatti, uccelli, ecc. (meglio cuccioli, che fruttano più donazioni e sono più facili da piazzare). La Forestale ha messo in piedi addirittura un nucleo specializzato; magistrati, cancellieri, impiegati, agenti, automobili e mezzi speciali che girano, tutti impegnati a "salvare cagnolini" (così ce la raccontano!) e tutti a spese nostre. In poche parole: spendiamo noi (sono tutti soldi che provengono dalle nostre tasse) e non poco, e se c'è da incassare, incassano loro!

ANIMALISTI ESTREMISTI - I dirigenti delle associazioni sono essenzialmente cinici furbastri, tanto abili da riuscire a raccogliere fondi in milioni di euro e da essere anche riusciti a piazzarsi in posizioni chiave, grazie a convenzioni con enti statali tanto poco dotati di competenze scientifiche da non riuscire a distinguere la differenza tra un medico e un cartomante e neppure tra una associazione seria e una di cioccolatai. Da anni, infatti, per ragioni a me poco comprensibili, questi individui godono dell’appoggio di giornalisti di quotidiani, settimanali, RAI etc. Non posso, in questa sede, raccontare episodi singoli che sono numerosi e spesso incredibili e vergognosi, mi limiterò ad affermare che il predominio di questi sabotatori è stato pressoché totale fino a pochissimo tempo fa.

ANIMALISTI ESTREMISTI - Le conseguenze sociali di questa situazione sono davvero devastanti. La più seria di tutte consiste nel fatto che il pasticcio animalista distrae il pubblico ignaro dagli autentici problemi che affliggono la fauna nel mondo. Mentre in Africa e in Asia vi sono aree protette di primaria importanza che mancano delle risorse essenziali per il proprio futuro, mentre non si sa come fare per proteggere efficacemente gli ultimi gorilla in Uganda o gli ultimi oranghi nel Borneo, in Italia si spendono allegramente milioni per moltiplicare l’assistenza a cani e gatti randagi che, quando non se ne vanno in giro per i boschi ad ammazzare migliaia di animaletti selvatici, languiscono in “rifugi” che altro non sono se non costosi ergastoli tenuti in piedi con generosi contributi pubblici e non aventi nessun altro scopo se non ingrassare le già ricche casse di alcune associazioni irresponsabili, dato che di cani e gatti non c’è certo ulteriore bisogno, essendo già disponibili in milioni di esemplari. Dico e ripeto “irresponsabili” perché non soltanto questa gente combatte una irresponsabile battaglia contro la ricerca medica ma si oppone anche alla eradicazione di pericolose specie esotiche invadenti come la nutria, lo scoiattolo grigio della Carolina o la tartaruga americana dalle orecchie rosse che hanno già arrecato enormi danni alla nostra fauna autoctona. Aggiungo che si tratta anche di gente opportunista che cerca di cavalcare l’onda della disinformazione da essi stessi messa in atto. Basti pensare al Movimento 5 stelle che, notando l’onda anomala animalista, ha cercato insistentemente di cavalcarla con iniziative disgustose come la lettera al sindaco di Sarzana richiedente di dichiarare persona non gradita il prof. Silvio Garattini, illustre studioso che doveva tenere in città una conferenza sull’invecchiamento delle cellule nervose, oppure la lettera di moltissimi deputati del movimento suddetto al rettore dell’università di Modena richiedente di interrompere le ricerche ivi in corso sul sistema nervoso dei macachi. Questo è il medioevo di ritorno nel terzo millennio e come tale dovrebbe essere trattato


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Categorie: , Denunce, Editoria, Salute, Sociale


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