I genitori vorrebbero che i loro figli studiassero ed avessero in mano un pezzo di carta, le nuove generazioni invece badano allo stipendio e riscoprono l'agricoltura

Parma
08:25 del 25/06/2014
Scritto da Albertone

Nell'era del digitale, in pieno Terzo Millennio contrassegnato da internet e Tecnologia, c'è una larga fetta di giovani italiani che non vede l'ora di lavorare... in campagna e fattoria. La riscoperta dell'agricoltura arriva quando ormai in Italia i terreni sono ridotti ad una percentuale minimale, complice la perdita di appeal della professione negli anni passati e la cementificazione selvaggia che ha trasformato in grigio qualunque cosa di verde abbia trovato sulla propria strada. Così, complice la carenza di lavoro e la difficoltà ad assicurarsi un futuro degno di questo nome, le giovani generazioni non hanno avuto paura di tornare indietro.

Altro che Università, basta con le materie uManistiche, stop con medicina e scienze varie. Oggi come oggi, va di moda... l'agricoltura. Una larga fetta di neolaureati, di maggiorenni, non vede l'ora di rimboccarsi le maniche e darsi da fare in campagna, nelle fattorie, anche con le mansioni più umili. Un lavoro all'aria aperta, possibilmente ben retribuito e a tempo indeterminato, è il preferito di molti. E pazienza se questi giovani daranno una delusione ai loro genitori, fregandosene del pezzo di carta e della laurea. A loro basta e avanza il diploma, se già c'è. Altrimenti, tutti a lavorare.

Sempre più studenti sono attratti dagli istituti professionali e tecnici agrari e, parallelamente, oggi in Italia 1 fattoria su 5 è gestita da under 35 (fonte Coldiretti). Non è un caso che anche l'istruzione abbia risentito di questo trend: calano le iscrizioni ai licei e si riduce il numero di coloro che decidono di affrontare un iter accademico completo; contemporaneamente la vita tradizionale dei campi acquista più fascino e attira i giovani che trovano difficile impiegarsi stabilmente. E poi, perché non approfittare dell’espansione del mondo dei prodotti bio e dell’enogastronomia di qualità? Insomma, qualche margine di guadagno è rimasto.

Certo è che la vita nei campi, come raccontano i nostri nonni, non è delle più semplici. Non esistono giorni feriali e festivi, addio alle feste comandate, al Natale, al Capodanno e a Ferragosto. Addio anche agli orari classici: si inizia presto e si finisce... quando si è finito il lavoro. Eppure, nonostante questi dettagli vengano ribaditi in fase di colloquio, la campagna è tornato a catturare i neomaggiorenni. Non si tratta di una moda, ma di una necessità che si è fatta trend. E, in senso lato, non va affatto sottovalutata la voglia di intraprendere un profondo processo di rinnovamento del settore agricolo, che comincia a tingersi anche di rosa. Addirittura, spesso la giovane età porta a trovare soluzioni innovative nella gestione delle attività. Le aziende diventano più performanti e multifunzionali, diffeRenziando parecchio la produzione.

La creatività paga, con l’agricoltura biologica e a chilometro zero che affianca la produzione tradizionale; con la vendita all’ingrosso che si accompagna a servizi di consegna a domicilio, lunch box e farmer’s market (mercati dove acquistare prodotti freschi direttamente dal produttore). E poi un sacco di iniziative volte alla diffusione di informazioni e consapevolezza, quali la creazione di fattorie didattiche e la produzione di cosmetici a impatto zero. Insomma, sembra che i giovani abbiano capito che di questi tempi valga la pena sporcarsi un po’ le mani: per uno stipendio e per costruirsi un futuro, questo e altro...


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Categorie: Curiosità, Lavoro


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