Aspro litigio fra Antonio Cassano e l'allenatore Roberto Donadoni. Parole grosse sono volate anche con l'ad Pietro Leonardi e i compagni. Si va verso l'ennesima cessione?

Parma
20:45 del 23/08/2014
Scritto da Albertone

Certi modi di fare, purtroppo, non ti abbandonano mai. Per un bad boy - Mario Balotelli - che ha lasciato senza troppi rimpianti l'Italia espatriando con destinazione Liverpool, ce n'è un altro che presto potrebbe finire fuori rosa o persino sul mercato. Antonio Cassano ne ha combinata un'altra delle sue. Dopo un Mondiale in chiaroscuro e una preparazione estiva tutt'altro che esaltante, il ragazzo prodigio di Bari ha sfoggiato il lato peggiore del suo carattere. Si dice, e la notizia è certa nonostante le smentite di facciata, che tre giorni fa durante il ritorno del Parma ne siano successe di tutti i colori. Per la precisione, ne siano state dette di tutti i colori. Parole al vento che hanno caratterizzato da sempre la carriera di Fantantonio.

Poteva essere un campione, è finito ad essere il leader neanche troppo apprezzato delle squadre provinciali. Via da Roma senza versare lacrime, cacciato dal Real, spedito lontano dal Genova dall'ex presidente Riccardo Garrone che si era visto maltrattare a suon di improperi, e poi ancora cacciato dal Milan, dall'Inter e accolto a braccia aperte dal Parma. Dove ha saputo riscattarsi sul campo conquistando anche la Nazionale, salvo poi gettare tutto alle ortiche a una settimana dall'inizio del campionato. Un'altra litigata.

L'ennesima della sua carriera. Giovedì negli spogliatoi sono volate parole grosse tra Antonio Cassano, i compagni, Donadoni e l'a.d. Leonardi. Chi c'era la racconta come "una litigata furibonda". Il mercato è ancora aperta, e adesso il Parma pensa anche di farlo fuori. In evoluzione. Non a caso, il giocatore non risulta convocato per la partita col Carpi. Cassano non c'è, unico assente di tutta la rosa. La sua condizione fisica è insufficiente in vista di una gara amichevole ma di rilevanza, contro una formazione di serie B. In più la società ha deciso di sondare il mercato in vista di un'eventuale cessione.

Alla finestra però non c'è praticamente nessuno disposto a portarselo in casa. Cassano è un talento, ma ha 32 anni, ha un ingaggio tutt'altro che abbordabile, è in ritardo di preparazione e soprattutto combina un guaio dietro l'altro. Giovedì il barese è tornato ad ascoltare la parte ribelle del suo essere.

Ne è scaturita una furiosa litigata con alcuni compagni, nata in campo durante l’allenamento, placata senza risultati da Donadoni e proseguita negli spogliatoi dove un ricarico di improperi è caduto pure sull’amministratore delegato del Parma Pietro Leonardi. Antonio è stato democratico, ha avuto una "buona" parola per tutti. Anche per chi ha provato a calmarlo. Ieri Cassano si è presentato al centro d’allenamento come se nulla fosse accaduto. Eppure il Parma lo multerà e probabilmente accetterà una buona offerta qualora dovesse arrivare. Il punto è: uno così, chi lo vuole?


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Categorie: Calcio


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