Torna l'allarme Aids. Una vera e propria allerta. Ventuno nuovi casi di HIV ogni 100 mila immigrati, contro i quattro registrati tra gli italiani

Napoli
10:00 del 13/03/2016
Scritto da Luca

Torna l'allarme Aids. Una vera e propria allerta. Maria Rita Gismondo, direttrice del laboratorio di Microbiologica clinica, Virologia e bio-emergenza dell'Ospedale Sacco di Milano, spiega in un'intervista adAffaritaliani.it le dimensioni di questa che sembra avere le dimensioni di un'epidemia. "C'è una grande allerta e preoccupazione ma in realtà legata al crollo della sensibilità generale verso questa malattia. Un calo di attenzione dovuto a un traguardo positivo della medicina stessa e a una scarsa attenzione anche da parte dei media. La credenza popolare è che non si muore più di Aids ma questo non è vero. E' vero che si muore molto meno, ma ci sono tantissimi decessi dovuti alle conseguenze delle lunghe terapie che vengono magari annoverati come morti di tumore o di altre malattie e non si dice che la causa primaria è proprio l'Hiv".

Forte disinformazione - La dottoressa spiega come ormai non si parli più di Aids come un tempo. "Molte importanti campagne sono state frenate da ideologie filosofiche o religiose che guardano male tutto ciò che è prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse. La parola "preservativo" in Italia non si può nemmeno pronunciare... ma bisogna farlo con forza, a meno che non si voglia pretendere la castità". La dottoressa snocciola dati che sono davvero preoccupanti: "Solo in Lombardia tra il 30 e il 50% del totale dei pazienti positivi all'Hiv non sa di esserlo. Questo ha ovviamente una ricaduta negativa importantissima, perché queste persone possono potenzialmente continuare a contagiare altre persone con rapporti non protetti". Lombardia, Lazio e Campania hanno il tasso più alto di Hiv positivi.  Quando il giornalista le chiede se c'è un legame con i flussi migratori, lei risponde: "Purtroppo sì, un buon 25% della popolazione infetta rientra tra gli Immigrati, soprattutto quelli più difficilmente controllabili e che difficilmente accedono alle terapie seguite con una certa disciplina. Il grosso problema è nei centri di accoglienza dove viene fatta poca campagna preventiva e pochi controlli. Bisognerebbe fare screening approfonditi, controllarli e informarli sulla prevenzione dal contagio, favorito dalla promiscuità di questi centri. Serve una forte campagna informativa perché ci troviamo di fronte a una potenziale bomba infettivologica". 


Ventuno nuovi casi di HIV ogni 100 mila immigrati, contro i quattro registrati tra gli italiani. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità. Attivo il Telefono Verde AIDS e Infezioni Sessualmente Trasmesse 800.861.061

Di Aids, negli ultimi anni, si parla meno. Eppure la malattia in Italia continua a colpire, particolarmente tra gli immigrati.

Alla vigilia della Giornata Mondiale di lotta contro l’AIDS che si celebrerà doMani, il Centro Operativo Aids (COA) dell’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato i nuovi dati relativi al contagio. Tra le altre cose, dicono che nel 2011 quasi una persona su tre diagnosticate come HIV positive (31,5%) era di nazionalità straniera.

L’incidenza è di 3,9 nuovi casi HIV per 100.000 italiani residenti e 21,0 nuovi casi HIV per 100.000 stranieri residenti. Tra gli italiani, l’incidenza HIV è più elevata al nord, mentre tra gli stranieri si osserva un’incidenza maggiore al sud.


La distribuzione per area geografica di provenienza mostra che il 48,6% di stranieri con una nuova diagnosi di HIV proviene dall’Africa (di questi, il 65,6% dall’ Africa occidentale), il 21,7% dall’America meridionale, il 16,2% dai paesi dell’Europea Centrale e Orientale, il 4,6% dall’Asia. I maschi costituiscono il 55,3% e la classe di età più rappresentata  30-34 anni, sia per i maschi che per le femmine.

I rapporti eterosessuali rappresentano la modalità di trasmissione piu frequente tra gli stranieri ed era pari al 64,9% e al 63,3%, rispettivamente per il 2010 e il 2011. I rapporti sessuali tra maschi rappresentavano il 15,5% nel2010 e il 15,9% nel 2011, la quota degli utilizzatori di droghe iniettabili  era 3,6% nel 2010 e 3,0% nel 2011.

Gli esperti del Telefono Verde AIDS e Infezioni Sessualmente Trasmesse (800.861.061) rispondono gratuitamente alle domande, chiariscono dubbi e forniscono indicazioni in Italiano, Inglese, Francese e Portoghese su Centri diagnostico-clinici e Organizzazioni non governative che si occupano di HIV, AIDS e IST in Italia. Il numero è attivo dalle 10.00 alle 18.00 dal lunedì al venerdì, ma risponderà anche sabato primo dicembre nella Giornata Mondiale di lotta contro l’AIDS.


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Categorie: Cronaca, Denunce, Salute


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