Undici persone al giorno, in Italia, scoprono di essere sieropositive. Secondo l'Istituto Superiore di Sanità le nuove diagnosi di infezione da Hiv sono 4 mila l'anno e quattro sieropositivi su dieci lo nascondono ai familiari, il 5 per cento non lo dice al partner.

Bari
11:16 del 07/03/2016
Scritto da Sasha

Undici persone al giorno, in Italia, scoprono di essere sieropositive. Secondo l'Istituto Superiore di Sanità le nuove diagnosi di infezione da Hiv sono 4 mila l'anno e quattro sieropositivi su dieci lonascondono ai familiari, il 5 per cento non lo dice al partner. 

Sono ormai lontani i tempi delle grandi campagne di prevenzione e informazione degli anni Novanta, riporta la Stampa. Così la percezione dei ragazzi riguardo all'Aids appare quantomeno sbiadita. Tanto che un sieropositivo su 4 non sa di esserlo, finchè la malattia si Manifesta con virulenza. E i numeri parlano chiaro. Siamo il secondo Paese in Europa per incidenza di Aids, dopo il Portogallo. L'Aids ha ucciso 40mila italiani. Secondo gli ultimi dati la percentuale di infezione in Europa non è molto inferiore a quella di trenta anni fa.

Parlare di nuova epidemia sarebbe sbagliato, ma i dati parlano chiaro. E sono allarmanti: 142mila nuovi casi di Aids nei 53 Paesi della regione europea dell’Oms, di cui circa 30mila nella sola Ue. È la “fotografia” scattata dal rapporto annuale di Oms Europa e Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) pubblicato in vista della giornata mondiale della lotta contro l’Aids (1 dicembre). Uno scenario che ci fa ripiombare all’inizio degli anni 80, quando iniziò il “grande contagio”. Da allora in Europa non ci sono mai state così tante nuove diagnosi come nel 2014.  


I NUMERI DELL’EMERGENZA  

L’11% delle infezioni avviene nella fascia tra i 15 e i 24 anni e il tasso di incidenza tra gli uomini è 3,3 volte superiore rispetto a quello tra le donne. La situazione peggiore si registra in Romania, Slovacchia e Cipro mentre la percentuale è bassissima (o nulla) in Finlandia, Slovenia e Islanda. «Dal 2005 le nuove diagnosi sono più che raddoppiate in alcuni paesi dell’Unione europea e diminuite del 25% in altri - spiega Andrea Ammon, direttore dell’Ecdc -, ma complessivamente l’epidemia non vede grandi cambiamenti. È il segno che la risposta al virus non è stata efficace nell’ultimo decennio».  

RAPPORTI SESSUALI PRIMA CAUSA  

Le cause della trasmissione evidenziano un parziale fallimento delle campagne di prevenzione. Dal rapporto Oms emerge un netto aumento delle nuove infezioni dovute a rapporti omosessuali: erano il 30% nel 2005, ora sono il 42% (32% per quelli eterosessuali). «L’Europa - afferma Ammon - deve aumentare gli sforzi per raggiungere il gruppo degli omosessuali, anche valutando le nuove forme di intervento come la profilassi pre-esposizione». I nuovi casi relazionati a tossicodipendenza e droghe iniettabili sono quasi scomparsi (4,1%).  

LA SITUAZIONE IN ITALIA  

I dati dell’Oms vanno incrociati con quelli diffusi dall’Istituto superiore di sanità.In Italia oltre 3.600 persone hanno scoperto di essere sieropositive nel 2014 (12° posto nell’Ue). Un’incidenza pari a 6,1 nuovi casi ogni 100 mila residenti, praticamente invariata rispetto ai tre anni precedenti. Il virus colpisce principalmente i giovani tra i 25 e i 29 anni, che rappresentano il 79,6% dei casi nel 2014, mentre continua a diminuire l’incidenza delle nuove diagnosi nelle donne. Sul totale dei nuovi sieropositivi il 27% è di nazionalità straniera. Anche nel nostro Paese la prima causa - oltre l’80% - sono i rapporti sessuali non protetti (nel 40% dei casi tra omosessuali).  

 

I SIEROPOSITIVI “INCONSAPEVOLI”  

Il dato più allarmante, però, riguarda le persone inconsapevoli di contagiati dal virus Hiv. Se nel 2006 il 20% dei pazienti non sapeva di essere sieropositivo, nel 2014 la quota è salita addirittura al 71,5%. In pratica, oltre 7 malati su 10 non sanno di esserlo fino alla diagnosi di Aids conclamata

In Italia il numero di nuove infezioni non diminuisce da almeno 3 anni, come anche quello dei casi di Aids. E il virus, che colpisce più gli uomini delle donne, sembra attecchire soprattuto sui giovani tra i 25 e i 29 anni. Nel 2014 in Italia 3.695 persone hanno scoperto di essere Hiv-positive, un’incidenza pari a 6,1 nuovi casi di sieropositività ogni 100 mila abitanti. A fare il punto della situazione è il Centro operativo Aids (Coa) dell’Istituto superiore di sanità, che ha diffuso i dati in occasione della Giornata mondiale del 1 dicembre. Dall’inizio dell’epidemia, nel 1982, ad oggi sono stati segnalati più di 67.000 casi di Aids, con circa 43 mila pazienti ormai deceduti. Le modalità di trasmissione sono rappresentate per lo più (84%) da rapporti sessuali senza preservativo. E la maggior parte dei pazienti (9 su 10) è seguita presso i centri clinici di malattie infettive ed è sottoposta a terapia antiretrovirale.

Per quanto riguarda l’incidenza, invece, il nostro Paese è al 12° posto nell’Unione europea. Le regioni che hanno mostrato valori più alti sono state il Lazio, la Lombardia e l’Emilia-Romagna. Il virus colpisce prevalentemente gli uomini, con il 79,6% dei casi nel 2014, mentre continua a diminuire l’incidenza delle nuove diagnosi nelle donne. L’età media per i primi è 39 anni, per le seconde 36 anni. La fascia di età maggiormente colpita, invece, è quella dei giovani dai 25 ai 29 anni.

I rapporti sessuali senza preservativo costituiscono l’84,1% delle cause. Il 27,1% delle persone Hiv-positive è di nazionalità straniera. Nel 2014 l’incidenza è stata di 4,7 nuovi casi ogni 100 mila tra italiani residenti e di 19,2 nuovi casi ogni 100 mila tra stranieri residenti. Le incidenze più elevate tra stranieri sono state osservate nel Lazio, in Campania, in Sicilia e in Molise. Tra gli stranieri però la quota maggiore di casi è costituita da eterosessuali femmine (36%), seguita dal 27% di eterosessuali maschi, mentre tra gli italiani la proporzione maggiore è quella dei maschi che fanno sesso con maschi (49%), seguita dal 26% di eterosessuali maschi.


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Categorie: Denunce, Salute


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