Le start up partono anche adesso che la recessione economica si fa sentire in ogni parte d'Italia: ogni anno 10mila nuovi imprenditori sul territorio grazie ai Registri speciali delle Camere di Commercio

Milano
10:08 del 31/05/2014
Scritto da Albertone

Niente ferma gli italiani che hanno voglia di fare. Neanche la crisi. Solo nel 2013, oltre 10.000 nuovi imprenditori hanno scelto di gettarsi nel mare magnum del libero mercato. Una sfida che ha generato economia, commercio, ripresa. Ma soprattutto dimostra che, alla faccia della Politica dormiente e delle parole spese a vanvera, c'è ancora chi ci crede in questo Paese.

Una parte del merito va senza dubbio alle Camere di Commercio, delle autentiche ancore di salvataggio per i giovani che si avvicinano al mondo del fare impresa e restano sconcertati dalla mole di burocrazia necessaria per alzare la serranda. Come se non bastassero i rischi del mercato. Grazie agli Sportelli dislocati sul territorio, continuano a nascere ogni anno una media di 10mila “start up”. E con la sezione speciale del Registro delle imprese dedicata, sono nate ad oggi 2.084 startup innovative, 1 su 5 in Lombardia. Perchè il Nord continua ad essere trainante, ma le Regioni del Centro e del Sud stanno guardando con sempre maggiore attenzione ad un modello vincente.

Qualcosa si può fare, qualcosa si sta facendo. Gli enti camerali garantiscono lo sviluppo all’imprenditorialità, attraverso un servizio mirato e pratico di supporto agli aspiranti imprenditori per avviare un’attività in proprio, fornendo informazioni sulle procedure burocratiche, amministrative e legislative necessarie per l’avvio d'impresa, sulla redazione del business plan e sui finanziamenti disponibili a livello nazionale e regionale. Un aiuto che fino a qualche anno fa non esisteva. Abbandonare oggi il giovane nel mare della burocrazia significa convincerlo a desistere nell'impresa prima ancora che possa cominciare. Standogli accanto, invece, 10.000 persone ogni anno decidono di scommettere nell'Italia.

La parte buona di un Paese che non si arrende. Il Governo, da parte sua, ha fatto il minimo indispensabile. Già il fatto che abbia fatto qualcosa, non è da disprezzare. Per le start-up innovative sono previste una serie di esenzioni ai fini della costituzione ed iscrizione dell'impresa nel Registro delle Imprese, agevolazioni fiscali, nonché deroghe al diritto societario e una disciplina particolare nei rapporti di lavoro nell'impresa. Condizione fondamentale per poter beneficiare di tali vantaggi è che le imprese vengano iscritte nell'apposita sezione speciale del Registro delle Imprese riservata alle start-up innovative.

L’identikit dello startupper innovativo è presto detto. Sono 2.084 le startup innovative attive in Italia ad oggi. Una impresa su 5 si trova in Lombardia, con Milano che si conferma capoluogo dell’innovazione (277 imprese, 13,3% del totale nazionale). Tra le altre regioni “all’avanguardia” al secondo posto l’Emilia Romagna con 236 start up innovative, seguita dal Lazio, con 209 imprese concentrate principalmente nella capitale.

Il comparto dei servizi assorbe l’80,2% di queste attività, per un totale di 1.671 imprese concentrate principalmente nel settore della comunicazione e dell’informazione (871) e nelle attività professionali, scientifiche e tecniche (639). Le start up innovative nel settore dell’industria sono complessivamente 395, di cui la maggioranza si occupa di attività Manifatturiere (345 start up).


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Categorie: Economia, Lavoro


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