Sarebbe il caso di chiedersi come mai un incapace politico come Prodi, dopo aver provocato enormi danni al nostro paese, sia diventato addirittura presidente del consiglio per i comunisti.

Roma
06:00 del 03/05/2017
Scritto da Gregorio

Sarebbe il caso di chiedersi come mai un incapace politico come Prodi, dopo aver provocato enormi danni al nostro paese, sia diventato addirittura presidente del consiglio per i comunisti. Danni dai quali hanno tratto profitto lui stesso con il finanziamento statale di "Nomisma", De Benedetti e tuttta la sinistra. In particolare quel mascalzone amico delle BR che fu fatto passare per uno spirito evocato dall'aldilà.

Nella lista degli ad compilata sabato dal quotidiano "Il Tempo", si scopre che fu Romano Prodi, allora non ancora politico ma numero uno dell'IRI, a volere al timone della compagnia Roberto Schisano. Era la fine degli anni '80 e nel decennio precedente l'azienda era stata guidata dal duo Maurizio Maspes-Luciano Sartoretti, che chiusero ben sette esercizi commerciali in utile e in nove anni di amministrazione registrarono un risultato complessivo in attivo per quelli che oggi sarebbero 223 milioni di euro. Erano, Maspes e Sartoretti, legati al predecessore Umberto Nordio che, lasciata la posizione di ad nell'86, assunse la presidenza di Alitalia. E quando Nordio, come scrive sempre Il Tempo, finì ai ferri corti con Prodi che voleva imporre alla compagnia aerea di acquistare aerei dall'IRI, Nordio si dimise. Di lì a un paio d'anni finì anche l'era di Maspes e Sartoretti, che lasciarono il posto all'ex vicepresidente di Texas Instrument Roberto Schisano, arrivato in Alitalia per desiderio di Prodi.


Schisano restò al timone per soli due anni facendo disastri e chiudendo con un passivo di 538 milioni di euro. Ma, cosa peggiore, fu l'uomo che puntò forte sul mercato domestico ed europeo, ovvero su quei voli di corto raggio che con gli anni sono diventati per Alitalia una zavorra, causa mercato cannibalizzato dalle low cost. Dopo Schisano toccò a Domenico Cempella che, partendo da una situazione gravissima, fece il mezzo miracolo di riportare i conti in attivo dopo due anni pur chiudendo la sua era con un rosso complessivo di 680 milioni di euro.

qui entra in gioco un altro pezzo da novanta della politica italiana: Giuliano Amato, che da presidente del Consiglio individua in Francesco Mengozzi il nuovo ad della compagnia di bandiera. E' un periodo difficilissimo per l'aviazione civile mondiale, a causa dell'11 settembre e delle successive guerre in Afghanistan e Iraq. Mengozzi resta al timone due anni con risultati economici devastanti, tanto che per la prima volta nella sua storia, nel 2002, Alitalia rischia il fallimento. Reagisce alla crisi tagliando aerei e destinazioni a lungo raggio: un'altra scelta che avrebbe avuto conseguenze letali sul futuro della compagnia aerea. Chiude i suoi circa mille giorni da ad con un passivo di 1 miliardi 677 milioni di euro.


Articolo letto: 338 volte
Categorie: , Cronaca, Denunce, Economia, Politica


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Risposte - Commenti

Paolo

03/05/2017 18:20:36
Perche prodi e diventato presidente dei comunisti come lui non c'è nessuno un grande politico che ha segnato la storia italiana con tantissimi imbrogli sulle vicende politiche e vai prodi ancora non ti stanchi vai in pensione e goditi la vita .
6

Gaudenzio

03/05/2017 10:18:11
Quando ci si mette di mezzo un politicante ... il fallimento è garantito. Con Prodi e Amato, poi .....
5

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