Alemanno: i nostri soldi per finanziare la SUA campagna elettorale! Nuova tegola giudiziaria per Gianni Alemanno.

Roma
12:00 del 25/03/2015
Scritto da Gerardo

ROMA – Nuova tegola giudiziaria per Gianni Alemanno. L’ex sindaco di Roma è stato rinviato a giudizio con l’accusa di aver ricevuto un finanziamento illecito di 30mila euro, soldi che sarebbero stati utilizzati per commissionare un finto sondaggio elettorale con lo scopo di favorire il listino dell’ex presidente della Regione Lazio Renata Polverini alle elezioni del 2010. Oltre che per l’ex primo cittadino, il gup ha disposto il processo anche per altri sette indagati.

«REGISTA OCCULTO»

Tra gli imputati figura Fabio Ulissi, di professione podologo ma stretto collaboratore di Alemanno e nominato ai vertici della Roma Capitale Investment Foundation. Le contestazioni avanzate dai pm Paolo Ielo e Mario Palazzi risalgono al 2010 e ipotizzano la realizzazione di un’operazione di telemarketing politico il cui obiettivo palese perseguito dall’ex sindaco sarebbe stato permettere la vittoria della lista Polverini. Dietro il raggiungimento del traguardo ci sarebbe stato un altro scopo: l’ingresso nel consiglio regionale della moglie dell’ex sindaco, Isabella Rauti, presente nel listino della candidata alla poltrona di governatrice. Ed è questa finalità più velata che ha portato il giudice delle indagini preliminari Costantino De Robbio a descrivere Alemanno come il vero «regista occulto dell’operazione».

PROPAGANDA

L’attività di propaganda – commissionata dalla multinazionale Accenture (che ha poi denunciato la vicenda e i suoi dipendenti coinvolti) tramite false fatture alla Coesis – consistette nel fare di 25mila telefonate per promuovere l’immagine della Polverini e del suo listino; altre 50mila servirono per far capire che scegliendo l’allora segretaria dell’Ugl si sarebbe votato anche per il Pdl, che aveva tardato a consegnare la lista per le elezioni e quindi era stato estromesso. Dalla conclusione delle indagini è emerso che l’ex governatrice del Lazio era all’oscuro delle manovre architettate dell’allora sindaco e di conseguenza la procura ha chiesto l’archiviazione.

ARRESTATI E INDAGATI

L’indagine del febbraio dell’anno scorso ha condotto all’arresto di Ulissi, punto di riferimento dell’ex sindaco per i contatti con la multinazionale, e di Giuseppe Verardi, dirigente dell’Accenture. Tra i rinviati a giudizio anche Sharon Di Nepi, Francesco Gadaleta, Roberto Sciortino e Massimo Alfonsi, componenti della High Value srl, accusati di aver creato il giro di false fatturazioni necessario a finanziare il sondaggio. E sarà processato anche Angelo Italiano, dirigente della società statunitense, parte offesa nel procedimento, mentre il suo collega Luca Ceriani ha scelto il patteggiamento ed è stato condannato a un anno.

LA DIFESA DI ALEMANNO

«L’aiuto a mia moglie? Era un’accusa contenuta nell’avviso di garanzia, ma non si può dare per scontato che il gip l’abbia accolta, visto che manca la motivazione». È quanto precisa l’ex sindaco, che aggiunge: «Non ho mai sollecitato o ricevuto un finanziamento illecito, questa è una vicenda marginale di cui non potevo verificare gli adempimenti di legge, perché non riguardava una mia campagna elettorale. Per orientamento della Cassazione i rinvii a giudizio non entrano più nel merito delle accuse. Sarà il giudice monocratico a certificare la mia totale innocenza».


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Categorie: Politica


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