Nuovo filone di indagine relativo a via Fani. Stavolta spuntano "Gravi indizi di concorso in omicidio su ex funzionario Usa” come scrivono i pm

Roma
16:16 del 13/11/2014
Scritto da Albertone

Scopriremo mai la verità intorno al caso di Aldo Moro? A 36 anni di distamza, il popolo italiano non ha il diritto di conoscere cosa è accaduto realmente in quei giorni, senza doversi affidare a strane ricostruzioni che periodicamente compaiono sui libri o alle dichiarazioni dei pentiti che pur di farsi un giorno in meno di galera sono pronti a giurare e spergiurare di sapere tutto sulla vicenda? Il caso di Aldo Moro è uno dei più crudi e drammatici del nostro Paese dal dopoguerra ad oggi, una storia che ha sconvolto per sempre il mondo della Politica e spazzato via gli estremismi. Ma è anche una storia di silenzi, omertà, poteri forti, miscugli fra comunisti ed ecclesiastici che tutti sembrano volersi portare nella tomba.

Ma non può essere così, non deve essere così! Perchè Aldo Moro è morto? Chi ha dato mandato del sequestro, della prigionia, dell'uccisione e del macabro ritrovamento? Una pista nuova spunta grazie al procuratore generale Ciampoli chiama in causa Steve Pieczenik, consulente del Dipartimento di Stato e di Cossiga, che in un libro aveva già "confessato" il suo ruolo nello spingere le Br ad assassinare il leader Dc. Insomma, un intrigo internazionale. E l'Italia, che ha sempre pensato di avere tutto sotto controllo, ancora una volta si ritrova in balia degli americani. Qualcuno, tanto per mettere il coltello nella piaga, vuole dirci cosa è mai successo in quel di Ustica? Perchè dobbiamo piangere i nostri connazionali senza neppure conoscere la verità.

La morte di Aldo Moro fu un episodio drammatico della politica nazionale, la Dc perse il proprio leader e da allora iniziò una lunga ma inesorabile decadenza. E adesso si scopre che la sua morte fu voluta da qualcuno proveniente dall'altra parte dell'Oceano? Lo sostiene il procuratore generale della Corte d’appello di Roma Luigi Ciampoli che chiede alla procura di procedere. Non solo. Per Ciampoli a carico del cololonnello Camillo Gugliemi, già in servizio al Sismi, presente in via Fani la mattina del 16 marzo 1978 quando venne rapito Moro, “potrebbe ipotizzarsi” il concorso nel rapimento e nell’omicidio degli uomini della scorta, ma nei suoi confronti non si può promuovere l’azione penale perché è morto.

Insomma ancora una volta c'è un colpevole che con ogni probabilità la farà franca! Ma non è possibile: anche sul caso Moro, i reali responsabili hanno evitato di saldare il loro conto aperto con la Giustizia! La verità è che in Italia si fa molto fumo ma pochissimo arrosto, e alla fine tutti se la cavano senza particolari problemi. Ma la politica non ha brama di sapere? Ma che Paese è diventata questa misera Italia se si comporta così?


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Categorie: Cronaca, Politica


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