Se un tempo la paghetta di mamma e papà veniva investita in fumetti, caramelle o figurine, oggi viene usata per pagarsi da bere, da fumare o da giocare.

Genova
05:30 del 16/01/2018
Scritto da Gerardo

Se un tempo la paghetta di mamma e papà veniva investita in fumetti, caramelle o figurine, oggi viene usata per pagarsi da bere, da fumare o da giocare. Questione di moda, anche. E' quanto emerge dai dati del 2017 sulle dipendenze giovanili raccolti dall' Istituto Bambino Gesù di Roma per la Salute del Bambino e dell'Adolescente e pubblicata da Il Messaggero: si inizia a bere alcolici già a 11 anni; a fumare sigarette intorno ai 15, e dalla stessa età, molti, fanno uso di cannabis. Sono ancora più giovani, alcuni perfino 7 anni, quelli che si accostano al gioco d' azzardo.

Consumo di alcolici. Il 20,4% di ragazzi fino a 24 anni consuma frequentemente alcolici, ma birra, vino e cocktail ad alta gradazione piacciono anche ai giovanissimi. Tra gli 11 e i 15 anni i minori si avvicinano all'alcol provandolo in casa: un modo per raggirare i divieti e non spendere soldi.  Ma, speigano gli esperti, l' alcol prima dei 16 anni è molto dannoso. "Solo a partire da questa età l' organismo sarà in grado di metabolizzarlo in modo corretto".



Il fumo. Il 16,2% dei ragazzi fino a 24 anni fuma; mentre il 19% dei giovani tra 15 e 34 anni ha fatto uso di cannabis negli ultimi dodici mesi. Questione anche di moda. I dati 2017 dell' Osservatorio delle Droghe e Tossicodipendenze registrano la cannabis come la sostanza stupefacente più consumata al mondo. Solo in Europa a utilizzarla sono 87,7 milioni. E sono 17 milioni i ragazzi di età compresa tra 15 e 34 anni che dichiarano di averne fatto uso almeno una volta nell'ultimo anno. Le ragioni per le quali i teenager bevono o fumano, a parte l'emulazione, sono da ricercare in ansie e paure. Gli alcolici sono "facilitatori". Sul breve periodo infatti fanno sentire più forti e disinibiti nell'approccio con gli altri, ma va da sé che l' assunzione reiterata di alcol e fumo però può portare a malessere psicofisico. La sigaretta, invece, viene spesso usata come mezzo per inserirsi nel gruppo e spesso come "iniziazione" al mondo degli adulti.
Il gioco d'azzardo. Il 49% dei ragazzi tra 14 e 19 anni ha giocato d' azzardo almeno una volta nel 2017; il 20% di quelli tra i 10 e i 17 anni frequenta le agenzie di scommesse, il 25% di quanti hanno tra 7 e 9 anni tenta la sorte con lotterie e gratta e vinci. Giochi che, avvertono i medici del Bambino Gesù - non vengono percepiti dai più piccoli, e non di rado pure dai genitori, come pericolosi, ma che possono portare "disinteresse verso attività scolastiche e ricreative, frequenti assenze ingiustificate, disturbi del sonno e furti in casa". Tra le nuove ossessioni i giochi online.

Da: QUI


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Categorie: , Denunce, Salute


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