Finalmente, dopo mesi di indagini, spunta l'acquisto di un paio di scarpe che non risultano fra quelle sequestrate in casa del presunto assassino di Chiara Poggi

Pavia
15:13 del 18/10/2014
Scritto da Albertone

Le indagini finalmente sono a una svolta. Dal giorno di Ferragosto del 2007 gli inquirenti stanno cercando di capire chi possa mai aver ucciso Chiara Poggi nella sua villetta di Garlasco. Oggi, dopo mesi di indagini serrate e diverse trasmissioni televisive che hanno cercato di porre in evidenza alcuni elementi controversi della vicenda, una nuova scure sembra abbattersi su Alberto Stasi, ex fidanzato della vittima e fino ad ora unico e solo sospettato dell'omicidio. La novità starebbe tutta in una carta di credito. O, per la precisione, nell'acquisto effettuato tramite carta di credito di un paio di scarpe che il giovane aveva compiuto in un periodo antecedente al delitto. Un paio di scarpe che non sarebbe fra quelle sequestrate dai carabinieri a casa sua.

Insomma, con quelle stesse scarpe Alberto si sarebbe potuto muovere all'interno dell'abitazione dove - come provato dai vari esperimenti messi in atto - sarebbe stato altrimenti impossibile camminare senza sporcarsi le suole. E quella carta di credito l'avrebbe utilizzata proprio Alberto che sarà chiamato sotto processo in appello (per la seconda volta) con l’accusa di aver ucciso nel 2007 la sua fidanzata. La svolta pare finalmente concreta e la pista quella giusta. Il procuratore generale Laura Barbaini presenterà questo nuovo elemento odavanti ai giudici e cercherà di capire perchè mai quelle scarpe non siano state consegnate ai carabinieri come invece gli era stato chiesto di fare. Un tassello che potrebbe completare un puzzle rimasto fino ad ora con un tassello mancante.

Gli inquirenti si sono sempre chiesti come avesse potuto fare Alberto a non sporcarsi le scarpe camminando su un pavimento trovato ricoperto dal sangue uscito dalle ferite inferte alla povera Chiara. Fra le scarpe che Alberto ha consegnato alle Forze dell'ordine su richiesta degli inquirenti, non ce n’è mai stato un paio con la suola a pallini come quelle indossate dall’assassino di Chiara (che ha lasciato impronte sul pavimento insanguinato). E siccome l'accusa ha sempre avanzato l'ipotesi che lui si fosse disfato delle scarpe utilizzate durante il delitto, ecco che quell'acquisto assume particolare rilevanza.

La domanda pare scontata: sarà possibile, attraverso la traccia del pagamento effettuato con la carta di credito, risalire alla tipologia e alla marca di scarpe acquistate? E, soprattutto, com’è stato possibile dopo tutto questo tempo risalire alla spesa e all’articolo comprato? Le risposte arriveranno nel corso del dibattimento, quando verrà approfondita tutta la tematica. Ma è evidente che il cambiamento potrebbe segnare una svolta nel processo e consentire finalmente di dare giustizia alla famiglia della povera Chiara. Mamma e papà aspettano quella verità ormai da sette lunghi anni.

 


Articolo letto: 698 volte
Categorie: Cronaca


Cosa ne pensi?
Accedi oppure Registrati per rispondere.
Risposte - Commenti

Sponsors notizia
Banner pubblicità Network informazione

Registrazione GRATIS

Come utente registrato puoi:
  • Pubblicare articoli denuncia su 10 blog;
  • Pubblicare post e segnalazioni;
  • Pubblicare articoli sponsorizzati;
  • Creare Campagne SEO con Textlink e Banner;
  • Pubblicare giudizi e commenti

login con facebook

oppure

Login



oppure

Accedi con facebook

Login



oppure

Accedi con facebook

Rimani sempre aggiornato, seguici su Facebook!
.

ACCEDI GRATIS con FACEBOOK

Per continuare a leggere, ACCEDI GRATIS.

Accedi con facebook