Team di ricercatori italiani, in collaborazione con studiosi americani, hanno sperimentando la cura definitiva dell'HIV su macachi con esiti positivi.

Roma
10:09 del 26/07/2013
Scritto da Carmine

Ultimamente sentiamo spesso un elenco interminabile di cattive notizie: tra crisi, disoccupazione e problemi sociali, sembra quasi che non ci sia più spazio per ritrovare il sorriso. State tranquilli, le buone notizie esistono ancora, solo che frequentemente vengono sommerse dalla valanga di tragedie che fanno più 'rumore'. Per questo motivo oggi parleremo dell'AIDS, che ha colpito in tutto il mondo 33 milioni di persone, costringendole ad assumere a vita, come avviene ora, un cocktail di farmaci che costituisce la terapia antiretrovirale. Qual è la buona notizia allora? La buona notizia è che finalmente la cura definitiva sembra essere vicina!

È il risultato frutto di una ricerca pubblicata sulla rivista Retrovirology e condotta all'Istituto Superiore di Sanità (Iss) da Andrea Savarino, in collaborazione con scienziati statunitensi. I ricercatori hanno creato un cocktail di farmaci (mix di antiretrovirali più due altri principi attivi), che ha curato in via definitiva l'Aids nei macachi. È stato sufficiente somministrare il cocktail per un ristretto periodo di tempo, per ottenere risultati sorprendenti: cioè la formazione di nuovi linfociti non infettati dal Virus e perfettamente funzionanti, nonché l'autocontrollo dell'infezione nell'organismo degli animali. Spiega Savarino che dal 2008 fa ricerca sull'Hiv: 'Ai macachi abbiamo somministrato il cocktail per circa sei mesi e poi sono state sospese le terapie. Da 9 mesi i macachi, ai quali non vengono più somministrati farmaci, sono sotto osservazione e stanno rispondendo bene. Un dato positivo, poiché mesi di vita nei macachi corrispondono a molti anni nell'uomo'.

I ricercatori stanno ora programmando l'inizio di un trial clinico nei primi mesi del 2014. Per i pazienti affetti da Aids potrebbe trattarsi di una svolta epocale. Per molti di loro sarebbe la fine della schiavitù dei medicinali da prendere a vita. Per ora, va ricordato, si tratta di una sperimentazione e andranno fatti test clinici per verificare i risultati della ricerca. Savarino ha spiegato perché si può essere così ottimisti, nonostante il cocktail di farmaci debba essere ancora sperimentato nell'uomo: 'Il modello di studio sui primati è il migliore esistente, ma ci potrebbe comunque essere qualche differenza rispetto all'uomo. Ci sono buone potenzialità che tali risultati si possano adattare all'uomo, ma per poter dare una valutazione definitiva sarà fondamentale l'avvio dei test clinici'.

Quindi, il nuovo cocktail di medicinali 'educherebbe' il sistema immunitario dell'organismo a controllare il virus del'Hiv anche in assenza di trattamento farmacologico. Adesso che tutto è pronto per l'avvio dei test sull'uomo, resta solo da risolvere la questione dei finanziamenti. Finora lo studio è stato interamente supportato dai fondi dell'Iss. Per proseguire con le ricerche già nel 2013, ha affermato Savarino, 'sono necessari altri enti finanziatori per far fronte ai costi'

La scoperta della possibile cura per l'Aids, oltre a debellare per sempre uno tra i virus più pericolosi della storia, che ha causato la morte di milioni di persone, significherebbe anche un notevole risparmio per il Servizio sanitario in termini di costi per farmaci. La questione, al momento, è ancora aperta. I prossimi mesi potrebbero essere decisivi.


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Ultimamente sentiamo spesso un elenco interminabile di cattive notizie: tra crisi, disoccupazione e problemi sociali, sembra quasi che non ci sia più spazio per ritrovare il sorriso. State tranquilli, le buone notizie esistono ancora, solo che frequentemente vengono sommerse dalla valanga di tragedie che fanno più 'rumore'. Per questo motivo oggi parleremo dell'AIDS, che ha colpito in tutto il mondo 33 milioni di persone, costringendole ad assumere a vita, come avviene ora, un cocktail di farmaci che costituisce la terapia antiretrovirale. Qual è la buona notizia allora? La buona notizia è che finalmente la cura definitiva sembra essere vicina!

È il risultato frutto di una ricerca pubblicata sulla rivista Retrovirology e condotta all'Istituto Superiore di Sanità (Iss) da Andrea Savarino, in collaborazione con scienziati statunitensi. I ricercatori hanno creato un cocktail di farmaci (mix di antiretrovirali più due altri principi attivi), che ha curato in via definitiva l'Aids nei macachi. È stato sufficiente somministrare il cocktail per un ristretto periodo di tempo, per ottenere risultati sorprendenti: cioè la formazione di nuovi linfociti non infettati dal virus e perfettamente funzionanti, nonché l'autocontrollo dell'infezione nell'organismo degli animali. Spiega Savarino che dal 2008 fa ricerca sull'Hiv: 'Ai macachi abbiamo somministrato il cocktail per circa sei mesi e poi sono state sospese le terapie. Da 9 mesi i macachi, ai quali non vengono più somministrati farmaci, sono sotto osservazione e stanno rispondendo bene. Un dato positivo, poiché mesi di vita nei macachi corrispondono a molti anni nell'uomo'.

I ricercatori stanno ora programmando l'inizio di un trial clinico nei primi mesi del 2014. Per i pazienti affetti da Aids potrebbe trattarsi di una svolta epocale. Per molti di loro sarebbe la fine della schiavitù dei medicinali da prendere a vita. Per ora, va ricordato, si tratta di una sperimentazione e andranno fatti test clinici per verificare i risultati della ricerca. Savarino ha spiegato perché si può essere così ottimisti, nonostante il cocktail di farmaci debba essere ancora sperimentato nell'uomo: 'Il modello di studio sui primati è il migliore esistente, ma ci potrebbe comunque essere qualche differenza rispetto all'uomo. Ci sono buone potenzialità che tali risultati si possano adattare all'uomo, ma per poter dare una valutazione definitiva sarà fondamentale l'avvio dei test clinici'.

Quindi, il nuovo cocktail di medicinali 'educherebbe' il sistema immunitario dell'organismo a controllare il virus del'Hiv anche in assenza di trattamento farmacologico. Adesso che tutto è pronto per l'avvio dei test sull'uomo, resta solo da risolvere la questione dei finanziamenti. Finora lo studio è stato interamente supportato dai fondi dell'Iss. Per proseguire con le ricerche già nel 2013, ha affermato Savarino, 'sono necessari altri enti finanziatori per far fronte ai costi'

La scoperta della possibile cura per l'Aids, oltre a debellare per sempre uno tra i virus più pericolosi della storia, che ha causato la morte di milioni di persone, significherebbe anche un notevole risparmio per il Servizio sanitario in termini di costi per farmaci,. La questione, al momento, è ancora aperta. I prossimi mesi potrebbero essere decisivi.



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Categorie: Denunce, Medicina, Salute, Scienze, Sociale


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