La crisi economica (globalizzazione) in realtà è un cavallo di Troia e dietro le "manovre tecniche" hanno in pratica legalizzato il PRECARIATO ed i giovani in primis ne hanno pagato ingenuamente le spese.

Torino
06:00 del 10/04/2019
Scritto da Gerardo

Nel 2008 scoppia una crisi economica mondiale di cui l'Italia in primis ne paga le spese (solo i poveri ovviamente...).
La crisi economica (globalizzazione) in realtà è un cavallo di Troia e dietro le "manovre tecniche" hanno in pratica legalizzato il PRECARIATO ed i giovani in primis ne hanno pagato ingenuamente le spese.

E mentre i più erano distratti dall'ultimo modello di Iphone o dal bel culo e dalle belle tette di qualche "influencer" di turno, i giacca e cravatta pensavano ad affossare il Paese nel silenzio pressoché generale.

Il lavoro iniziò a scarseggiare e la gente iniziò a pensare:

- "Mi va bene un qualsiasi lavoro
e ringrazierò di avere un lavoro!"
Iniziò così la "svendita" dell'essere umano ad agenzie interinali e contratti schiavisti di nuova generazione, e mentre da una parte qualche complottista solitario ci avvertiva dell'imminente fregatura, i più, spaventati a morte dalla "crisi" andavano venerando il padrone di turno che offriva loro un contratto precario, pagato 5 euro l'ora con flessibilità di lavoro al sabato.



Ebbene, da quel lontano 2008 sono passati più di 10 anni, oggi siamo nel 2019 e la situazione è pressoché la stessa, i nostri giovani continuano a fare gli interinali d'azienda, o meglio gli inter-anali, poiché si sono adeguati alla precarietà ed al lavoro nei festivi, cosa che, fino a 10 anni fa non esisteva!
Praticamente con la scusa della crisi ci hanno fatto lavorare 8 ore al giorno + straordinari, recludendoci nelle fabbriche anche al sabato (flessibilità).

E grazie a queste "manovre tecniche" i fatturati delle grandi aziende sono centuplicati in questi anni, mentre gli stipendi sono rimasti inalterati, mentre il costo della vita (alimenti, affitti, tasse ecc) aumentava...

Ed ora i giornali ci parlano di "aziende buone" di profitti, di omaggi ai lavoratori, ma badano bene a non menzionare mai i benefattori di tutta questa ricchezza: i nostri giovani schiavi italiani.
Giovani scaraventati dalla scuola alla fabbrica con una rapidità allucinante, giovani frettolosi di avere un futuro disposti a tutto, anche ad accettare contratti altrimenti inacettabili, giovani che ancor oggi vengono mandati avanti a contratti di 3 mesi alla volta, giovani che ingenuamente non si sforzano di capire che non c'è mai stata una crisi, perchè se davvero ci fosse stata, i "tecnici" avrebbero fatto la cosa più ovvia:

Far lavorare tutti 4 ore al giorno invece che far lavorare pochissimi 8 ore al giorno + straordinari e flessibilità, recludendo la possibilità di lavorare a tutti gli altri....

Ed è proprio questo menefreghismo di base ad aver portato i giovani d'oggi in questa situazione apparentemente senza via d'uscita.

Avete sbagliato slogan, non era più lavoro da chiedere, ma condizioni di lavoro migliori.

Loro infondo vi hanno accontentato, vi hanno dato più lavoro, ma alle loro condizioni, e voi, impauriti dallo spettro della crisi, avete accettato di fare gli schiavi precariati.

Economicamente la situazione è migliorata, i numerini sui monitor degli economisti hanno iniziato a salire, i conti correnti delle grosse aziende hanno iniziato ad aumentare grazie al vostro lavoro, ma voi siete felici?

Cosa avete ottenuto dall'accettare passivamente un futuro che non è stato scritto da Voi?

Da: QUI


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Categorie: , Denunce, Lavoro


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