I conti correnti degli italiani saranno sotto la lente del fisco: nuovo sistema informatico implementato da Sogei, la società IT del Ministero dell'Economia e delle Finanze, ogni movimento bancario dei correntisti italiani verrà monitorato

Roma
09:16 del 24/06/2013
Scritto da Daniele

Dal prossimo 31 ottobre i conti correnti degli italiani saranno sotto la lente del fisco: grazie a un nuovo sistema informatico implementato da Sogei, la società IT del Ministero dell'Economia e delle Finanze, ogni movimento bancario dei correntisti italiani verrà monitorato. Questo strumento dovrebbe potenziare la lotta all'evasione fiscale, un vero e proprio cancro che, secondo i dati ufficiale, sottrae all'erario circa 100 miliardi di euro l'anno (1 quarto del debito pubblico).

Ma come funzionerà questa nuova arma? Seguendo la linea del redditometro, l'Agenzia delle Entrate esaminerà i movimenti bancari di ciascun correntista, confrontandolo con la dichiarazione dei redditi del titolare: nel caso ci siano evidenti incongruenze, scatterà l'accertamento.

Che le tasse vadano pagate, è fuori dubbio, e un'evasione fiscale così marcata deve essere combatutta. Tuttavia ci si chiede se questi metodi orwelliani siano leciti, anche quando contrastano con altri principi, come quello del segreto bancario, da sembre garante della privacy dei correntisti. Forse però, come disse qualcuno tanto tempo fa, il fine giustifica i mezzi.

In ogni caso lascia perplessa l'efficacia di tale misura, perché difficilmente colpirà i grandi evasori: basta pensare per esempio alla fuga dei grandi capitali verso l'estero, dove i tentacoli del fisco non possono arrivare. Ma sopratutto ci si chiede se in un paese dove gli evasori fiscali sono così in gamba da sottrarre alle casse statali 100 miliardi annui si faranno incastrare da questo provvedimento: quante persone spesso non depositano tutti i soldi in banca, magari tenendoli nascondi in luoghi segreti? O quanti usano dei prestanome, pratica molto diffusa presso le associazioni criminali? Quanti sotterfugi, trucchi, raggiri sono conosciuti dagli evasori patentati per non essere visti dal fisco?

Il problema potrebbe essere combatutto seriamente modificando la prospettiva dei contribuenti nel pagare le tasse. In Italia la pressione fiscale è arrivata al 53%, ponendo il Bel Paese ai primi posti in Europa e nel mondo per l'incidenza delle tasse sul reddito. Un tale peso, anzi fardello, dovrebbe però essere contraccambiato da servizi eccellenti in tutti i campi (scuola, sanità, trasporti, previdenza sociale). Sappiamo invece come lo Stato italiano prende molto dando in cambio poco o niente: basta pensare alla situazione disastrosa della sanità, con i tagli ai posti letto varati dal governo Monti, o dalla scure che si è abbattuta sulla scuola pubblica; per non parlare dei trasporti, malfunzionanti, distribuiti in Maniera iniqua (chi vive in certe periferie di Roma è spacciato). Vogliamo parlare poi del tanto discusso reddito di cittadinanza, proclamato a gran voce dal Movimento 5 Stelle, osteggiato dalle forze politiche perché "non ci sono i soldi"? Ma come, si pagano fior di tasse, e poi non si trovano 400 euro al mese da dare ai disoccupati in cerca di lavoro? Allora, i soldi pagati per le tasse dove vanno a finire? Per mantenere i dipendenti statali? I politici? Le auto blu? Le pensioni d'oro (tra cui quella di 90.000 euro mensili per l'ex dirigente Telecom)?

Sicuramente molti italiani si fanno queste domande nel momento della dichiarazioni dei redditi. Gli evasori sicuramente si saranno posti questi dilemmi, e la risposta l'hanno già data. Perché invece, anziché inasprire i controlli che lasciano il tempo che trovano e colpiscono i soliti noti, non si inizia davvero a fare una Politica di ridimensionamento della spesa pubblica, investendo in settore utili per la società? Facendo così, forse, si farà capire che pagare le tasse ripaga tutti, e quindi conviene. Insinstere invece con la caccia alle streghe fa percerpire lo Stato come nemico del cittadino.


Articolo letto: 1553 volte
Categorie: Cronaca, Economia, Finanza


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Risposte - Commenti

Albertone

26/06/2013 17:49:53
Se l'Italia è (era, o forse resta?) il paese dei furbi, pare davvero difficile che tutto il sommerso possa essere scovato da un'operazione comunque utile. Ma, forse, serve andare al cervello delle persone: basta con la repressione, allo Stato bisogna dare il giusto per ricevere in cambio servizi che funzionino. Per l'appunto: che funzionino.
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