L’iniziativa lanciata dal Comune di Gela che mira a combattere il randagismo in città e ad alleggerire i costi di mantenimento degli animali catturati. Un esempio da imitare?

Caltanissetta
16:12 del 05/05/2014
Scritto da Albertone

Due piccioni con una fava. Partiamo dai piccioni: combattere il randagismo dilagante e alleggerire i costi di mantenimento degli animali catturati. E ora la fava: cento euro in regalo per andare incontro alle esigenze del Comune prendersi cura di un cane. Esatto, avete capito bene. A Gela chi decide di adottare Fido riceve in cambio dall’Amministrazione un bonus di cento euro che serve per le prime cure, le prime vaccinazioni e magari le prime pappe. Una mano tesa verso gli uMani di cuore grande verso le bestiole che qualcun altro ha abbandonato incivilmente o lasciato per strada come sacchi della spazzatura. Per il Comune, questo è l’unico modo per porre un freno – o almeno cercare di farlo – ad un malcostume che crea pericolo nella città stessa. Il randagismo dei cani è a livelli ormai fuori controllo e mantenere gli animali catturati nei canili ha costi spropositati per un’Amministrazione che non sa più a che santo votarsi per rimanere a galla. L’Amministrazione comunale ha così stipulato una convenzione con una associazione di animalisti, che curerà l’anagrafe canina e cercherà di alleggerire il peso sulle casse pubbliche.
Chiunque voglia prendersi cura di un cagnolino non dovrà far altro che farsi avanti. Potrà scegliere la ragazza, la taglia, il colore e persino l’età, e si ritroverà fra le mani un biglietto da cento euro. Naturalmente, siccome siamo in Italia, il rischio è che qualcuno se ne approfitti e che pur di ritrovarsi qualche spicciolo nel portafogli si mostri come un amanti della razza canina. Per questo, un’apposita associazione seguirà il percorso dell’animale ed accerterà la reale spesa del contributo.
Già, ma la questione è un’altra cosa. L’adozione è un gesto gratuito, spontaneo. In questo modo, se ne snatura il principio. Ed è come se una famiglia che volesse prendersi cura di un bambino, ricevesse in cambio una cospicua somma di denaro per venir incentivata a farlo. A Gela, giurano gli amministratori, non c’era altra soluzione. Le casse comunali ne trarranno beneficio perché – se è vero che il costo dell’operazione si aggira sui 40 mila euro – consentirà alla fine un risparmio di 360 mila euro - considerato che ciascuno dei quasi 400 randagi catturati e ospitati nei canili attrezzati della provincia costano al Comune mille euro l’anno.
Una spesa esorbitante. Così come enorme è il numero dei padroni ignoranti che abbandonano il loro cane. Magari appena prima dell’estate. E siccome la stagione degli abbandoni è alle porte, Gela teme che sul bilancio cada l’ennesima disgrazia. Ma, d’altronde, il Comune nisseno non è il primo a cercare di stimolare le adozioni dei randagi.
Un’iniziativa simile era stata portata avanti dal comune di Misterbianco, in provincia di Catania, negli scorsi mesi. Con risultati, a onor del vero, discreti. I canili non si erano svuotati ma i numeri dei Fido finiti in casette e giardini era aumentato. E non era mancato un altro esempio: a Campofelice di Roccella, sconto di 300 euro sulla Tares in caso di adozione di un cane. La speranza è quella di dare il la a una gara di solidarietà per aiutare i cani in difficoltà. Una solidarietà incentivata, e questa è una strada su cui riflettere.


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Categorie: Cronaca


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