A lungo sono state considerate riflessioni puramente fittizie dei teorici della cospirazione, le voci secondo cui Adolf Hitler non fosse morto in un patto di omicidio-suicidio con la sua sposina, Eva Braun – ma invece sfuggito a vivere in Sud America – potrebbe effettivamente avere un sostegno, dopo tutto.

Firenze
08:00 del 04/11/2017
Scritto da Gerardo

A lungo sono state considerate riflessioni puramente fittizie dei teorici della cospirazione, le voci secondo cui Adolf Hitler non fosse morto in un patto di omicidio-suicidio con la sua sposina, Eva Braun – ma invece sfuggito a vivere in Sud America – potrebbe effettivamente avere un sostegno, dopo tutto. Ufficialmente Hitler ha incontrato il suo destino con un colpo di pistola alla testa, mentre Braun ha ingerito del cianuro in un bunker sotterraneo, il 30 aprile 1945, mentre gli Alleati hanno finalmente annientato i nazisti. Le forze hanno poi bruciato i loro corpi e la coppia è stata successivamente sepolta in una fossa poco profonda lì vicino. Ma cosa succederebbe se questo racconto fosse semplicemente stato una copertura confortevole da dare in pasto al pubblico per mascherare il fatto che il Führer in realtà fosse stato portato via in una trama oscura per assicurare che non sarebbe caduto nelle grinfie dei sovietici che stavano avanzando?

Ancora oggi in molti rimangono convinti che Hitler e molti ufficiali del Terzo Reich riuscirono a scappare in Argentina per mezzo di alcuni U-Boot, in altre parole dei sommergibili.
A rafforzare questa tesi sarebbe ora emerso un ulteriore documento desecretato dall’intelligence americana per volere di Donald Trump. Dall’apertura degli archivi nazionali è saltato fuori un documento inedito della Cia, dal quale si può apprendere che Adolf Hitler sia sopravvissuto alla seconda guerra mondiale.


Il documento in questione riporta la testimonianza di un agente segreto che operava nel Sudamerica con il nome in codice di Cimleody-3. Stando a quanto si può evincere, in data 29 settembre 1955 l’agente della Cia sarebbe stato contattato da “un amico di fiducia che ha servito sotto il suo comando in Europa”. Costui si sarebbe incontrato con Phillip Citroen, un ex ufficiale delle SS, che gli avrebbe confessato in via del tutto confidenziale che Hitler non era affatto morto. Citroen avrebbe avuto un contatto con lui inColombia nel 1954, ovvero poco prima che il capo della Germania nazista si trasferisse in Argentina.

A conferma di tutto ciò, alla nota è stata altresì allegata una foto che ritrae i due ex ufficiali del Terzo Reich. La didascalia aggiunta recita quanto segue: “Adolf Schrittelmayor, Tunga, Colombia, America del Sud, 1954”. Nello scatto, oltre allo stesso Citroen, è presente anche un uomo la cui somiglianza con Adolf Hitler è davvero molto forte.

Ovviamente un singolo documento non può confermare la tesi di un Hitler a lungo vivo e vegeto in Sudamerica, ma la può quantomeno avvalorare. Anche lo stesso agente americano avrebbe concluso di “non essere nella posizione di dare una valutazione d’intelligence dell’informazione, che è stata trasmessa perché di possibile interesse”.


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Categorie: , Cultura, Curiosità


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