La Guardia di finanza ha sventato un pericoloso giro di bombaroli a Molfetta. Col tritolo avrebbero voluto compiere un attentato dinamitardo ad un'attività del posto

Bari
07:08 del 21/08/2014
Scritto da Albertone

Chissà cosa avevano in mente. Anzi no, quello che avevano in mente la Guardia di finanza lo ha capito benissimo. Fin troppo. E' solo che la malavita romena, proveniente da Bucarest e dintorni, ha compiuto l'ennesimo passo in avanti che altro farà se non complicare i già delicatissimi rapporti di convivenza fra italiani e Immigrati. Succede tutto a Molfetta, dove rischiava di trasformarsi in una vera e propria strage l’attività di un gruppo criminale, attivo tra la Puglia e la provincia di Latina. Un'attività, naturalmente, così denominata per usare un termine eufemistico. Di imprenditoriale non aveva proprio nulla, men che meno di aziendale o agricolo. Semplicemente, alla banda piacevano i soldi facili. E, per ottenerli e metterseli in tasca, era disposta ad usare tritolo per far saltare in aria le attività commerciali da colpire.

Poteva venir fuori una strage, con conseguenze che il gruppo non aveva neppure preso in considerazione. Li hanno bloccati nei giorni scorsi i militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Bari. Gli uomini del Gico hanno arrestato in flagranza di reato a Molfetta due cittadini stranieri, R.M. albanese di 27 anni e K.G. rumeno di anni 28, mentre si immettevano sull'autostrada A14 direzione nord, diretti verso la Città di Fondi (LT), dove avrebbero dovuto compiere un attentato dinamitardo ai danni di un’attività commerciale del posto (una grossa ditta di import-export). Da cosa hanno dedotto tutto questo? E' bastato aprire l'automobile per trovarci quello che neppure gli investigatori avrebbero mai immaginato. Su quella macchina viaggiava una bomba che sarebbe potuta esplodere da un momento all'altro. Pur di fare il colpo della vita, erano disposti a rischiare la loro stessa vita.

A bordo dell’autovettura sono stati sequestrati un chilo circa di tritolo, una miccia ed un detonatore. L’attentato, avrebbe sicuramente coinvolto un vicinissimo e molto frequentato distributore di carburanti comprensivo di area di servizio con locali e ristoranti, con enormi pericoli per l’incolumità pubblica. Il tritolo era compresso in una scatola di ferro le cui schegge avrebbero potuto arrecare gravissimi e forse letali danni agli occasionali passanti, di qui il paventato pericolo di strage.  Dopo l'arresto dei due stranieri, gli investigatori, durante il ponte di ferragosto, si sono immediatamente messi sulle tracce dei reali mandanti, che nel frattempo avevano già programmato la imminente reiterazione dell’attentato.

Si è così giunti al fermo di polizia giudiziaria, nella serata di lunedì 18 agosto, in Molfetta, di altre due persone: un cittadino italiano, D.C. molfettese di anni 38 e A.B. un albanese di anni 28, entrambi coinvolti a pieno titolo nella vicenda. Le indagini continuano per individuare altre persone coinvolte nella vicenda e per capire le motivazioni dell’attentato progettato.


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Categorie: Cronaca


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