L’Atletico Madrid elimina i rossoneri e li condanna a due mesi di rincorsa in campionato a caccia di un posto in Europa League. L’ennesima prestazione di Balotelli e la scarsa vena della squadra influenzeranno le scelte estive di mercato?

Milano
20:37 del 12/03/2014
Scritto da Albertone

Fine del sogno, o forse fine dell’illusione. Il tanto atteso ribaltone non c’è stato, la gara è filata via quasi secondo copione. Una doccia fredda all’inizio, poi qualche minuto di speranza prima del triplo ko. Colpi mortali che abbattono il Milan, eliminato dalla Champions agli ottavi di finale da un Atletico Madrid serissimo candidato ad entrare fra le migliori quattro del Continente. L’Italia potrà solo guardare, tifare per uno degli squadroni ancora in lizza, leccarsi le ferite per un calcio che ormai è decaduto e difficilmente potrà rialzarsi nei prossimi anni. Senza soldi non arrivano i campioni, e senza campioni in Europa c’è poco da fare.
Il Milan paga lo scotto di un sorteggio sfortunato, ma piange soprattutto per gli errori di programmazione commessi ormai da un paio d’anni a questa parte. Sostituire Max Allegri con l’esordiente Clarence Seedorf è stata una mossa di facciata, necessaria per acquietare una tifoseria ormai incandescente. E, a margine del match perso a Madrid, ci si è messo pure l’ex campione George Weah a criticare la rosa del Milan, a sminuire il valore dei giocatori. Il suo manager ha rettificato negando che quelle affermazioni possano essere ricondotte al grande attaccante della Liberia, ma il sospetto che lo sfogo fosse personale rimane. La verità è che la società di via Turati deve rifondare una rosa che non può appoggiarsi – per essere veramente competitiva – a giocatori quali Abbiati, Bonera, Zaccardo, Mexes, De Jong, Essien, Kaka e Robinho.
L’età anagrafica non è dalla loro parte, il rendimento neppure. Ma svecchiare la rosa significa compiere sacrifici per ricostituirla, e quando il Milan ci ha provato ha clamorosamente fallito nella mentalità. Poli e Saponara sono giovani di prospettiva, ma per loro per sei mesi non c’è stato spazio. Normale che, quando siano stati chiamati ad interpretare ruoli chiave in partite importanti, abbiano risposto in chiaro-scuro. Niang è persino stato ceduto all’estero, di El Shaarawy ormai si sono perse le tracce e questa stagione andrà in archivio ancor prima che possa tornare a calcare un campo in erba. Su Balotelli resta il consueto punto di domanda: con l’Atletico Madrid ha fallito, in campo europeo rimane un mezzo campione, pressoché mai determinante. E attenzione perché la prima mossa societaria potrebbe riguardare proprio il bad-boy di Concesio: il Milan ha tre mesi di tempo per agguantare almeno l’Europa League e salvare il salvabile di una stagione disastrosa, che in classifica lo vede sotto squadre come Verona, Parma e Torino.
Senza i soldi della Champions sembra difficile rilanciarsi in serie A dove lo strapotere della Juventus è accertato, ma senza nemmeno una vetrina europea allora tutto potrebbe andare allo scatafascio. Col risultato che il patron Silvio Berlusconi decida per davvero di vendere il suo Milan. È già successo all’Inter nell’anno in cui i nerazzurri sono fuori dalle Coppe, il precedente c’è e riguarda proprio una delle squadre meneghine…


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Categorie: Calcio


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