Su internet viene annunciata l’abolizione della tanto odiata tassa sul possesso del televisore: purtroppo per i contribuenti italiani, è solo la prima bufala del nuovo anno. Che, casualmente, coincide col 60esimo anniversario della Radio televisione itali

Roma
12:16 del 06/01/2014
Scritto da Albertone

L’Epifania, la prima bufala del 2014 se la porta via. Ci avevano sperato in tanti, augurandosi che il nuovo anno fosse iniziato per il verso giusto. Allo scoccare della mezzanotte di San Silvestro, riposti i calici e messi i cotechini in padella a cuocere, sul web è stata caccia grossa alla prima notizia. Così, clic dopo clic, condivisione dopo condivisione, sui pc di milioni di italiani è apparso a caratteri cubitali quello che in molti sognavano da tempo: abolito il canone Rai. Tappi di spumante fatti saltare in segno di giubilo, festeggiamenti a suon di ricordi finchè poche ore più tardi la bufala è emersa in tutta la propria forma.

Abolito il Canone Rai? Macchè, semmai il contrario. Anche per il 2014, gli italiani possessori di una televisore dovranno pagare cento e passa euro per… non si sa bene che cosa. Perché il punto è proprio questo: il Canone non riguarda la possibilità di vedere o meno la Rai, ma semplicemente va ad applicarsi su chiunque sia proprietario di apparecchi per la radio-tele trasmissione. In sostanza, tutte le famiglie dello Stivale.

Ma, coltivando l’odio profondo del Belpaese verso un canone che in Europa non ha eguali e in Italia continua ad essere evaso in percentuali elevate, ci ha pensato il sito internet corrieredelmattino.altervista.org ad alimentare il sogno dell’abolizione del Canone Rai citando tanto di sentenze della corte europea. Un articolo suggestivo che ha colpito nel segno: sfruttando le festività e qualche leggerezza di troppo, ecco che anche i principali network mediatici hanno ripreso la notizia generando una valanga comunicativa rientrata solo a ridosso dell’Epifania. Che, per l’appunto, il grande bluff se l’è portato via lasciando però agli italiani il compito di adempiere al pagamento.

Niente da fare nemmeno per quest’anno, anche se dal canone è esente chi abbia compiuto i 75 anni di età, non conviva con altri soggetti diversi dal coniuge titolare di reddito proprio e possegga un reddito non superiore ai 6.713,98 euro annui. In sostanza, a parte qualche caso isolato, eccezioni non ve ne sono.

Così, la Rai continuerà ad incassare centinaia di migliaia di euro anche nell’anno del proprio 60esimo anniversario dall’inizio delle trasmissioni televisive. Era il 3 gennaio 1954 quando sugli schermi di (pochi) italiani apparve la prima diretta, destinata a diventare pioneristica, sull’allora unico canale.

Un compleanno che Raiuno ha scelto di festeggiare nella serata del 3 gennaio, conquistando quasi 5 milioni di spettatori. Peccato che, rispetto alle premesse e alle promesse, in onda siano andati abbondanti spezzoni di varietà e nemmeno una delle immagini che hanno scritto e segnato la televisione in questi 60 anni. Nessuna ripresa di fatti di cronaca o di sport, nessun accenno alle storiche trasmissioni che hanno tenuto incollato gli italiani davanti allo schermo entrando nel cuore di tutte le generazioni. Solo tanti sketch e qualche rimando (sfocato) ai personaggi che la televisione italiana l’hanno creata, scritta e inventata. Ecco per cosa si paga il canone Rai…


Video

Articolo letto: 1680 volte
Categorie: Cronaca, Curiosità


Cosa ne pensi?
Accedi oppure Registrati per rispondere.
Risposte - Commenti

Sponsors notizia
Banner pubblicità Network informazione

Registrazione GRATIS

Come utente registrato puoi:
  • Pubblicare articoli denuncia su 10 blog;
  • Pubblicare post e segnalazioni;
  • Pubblicare articoli sponsorizzati;
  • Creare Campagne SEO con Textlink e Banner;
  • Pubblicare giudizi e commenti

login con facebook

oppure

Login



oppure

Accedi con facebook

Login



oppure

Accedi con facebook

Rimani sempre aggiornato, seguici su Facebook!
.

ACCEDI GRATIS con FACEBOOK

Per continuare a leggere, ACCEDI GRATIS.

Accedi con facebook