Ma come trascorrono la giornata i dipendenti delle nostre strutture museali se le visite sono in picchiata? Eppure c'è anche chi ha il coraggio... di lamentarsi!

Trapani
12:01 del 24/10/2014
Scritto da Albertone

Ma a che serve avere un addetto per ogni sala delle nostre sedi museali se poi in alcune strutture ci entrano a malapena qualche decina di persone al giorno? Italiani, vi siete resi conto che a pagare siete ancora e sempre voi? Vi siete accorti che c'è chi guadagna mille e passa euro al mese standosene seduto su una poltrona, in un angolo di una sala in cui entra un visitatore ogni morte di papa? E c'è pure chi ha il coraggio di lamentarsi e di denunciare stress o turni faticosi: ma se molti di loro riescono a passare otto ore di lavoro solo grazie ai cruciverba! Eppure questa è l'Italia. Così succedono anche casi eccezionali. Volete sapere l'ultimo in ordine di tempo, così forse riuscirete a svegliarvi un po'?

E' successo a Trapani. Strano, penserà qualcuno... Ma è meglio evitare i luoghi comuni perchè i furbacchioni ci sono un po' dappertutto! Dunque, qui esiste il Museo del Satiro, situato per la precisione a Mazara del Vallo. E sempre qui lavorano veinticinque addetti stipendiati dalla Regione Sicilia. Ovvero: pagati dai contribuenti di Palermo, Catania, Messina e via discorrendo, che vedono andare il frutto delle loro fatiche letteralmente in fumo. Che succede? Succede che per gestire uno spazio di 200 metri quadrati, ci sono 25 persone.

No, non avete letto male: venticinque persone. Tutte pagate, s'intende. Non si parla di volontari, ma di addetti. Capite adesso perchè è ora di svegliarsi, di indignarsi e di smetterla di stare sul divano? Vi è chiaro il concetto? Persino il Sindaco del Comune ammette che la situazione è paradossale e che ci sono più impiegati che visitatori. D'altronde la cultura in Italia fa fatica a rimanere in piedi nelle grandi città d'arte come Roma, Firenze e Milano, figurarsi altrove. Gli italiani non hanno i soldi per fare la spesa, figurarsi se ce li hanno per andare a vedere quadri o altre opere d'arte.

Ma lo scandalo a Mazara del Vallo non si ferma qui. Perchè quei 25 dipendenti non riescono ad assicurare l’apertura del Museo del Satiro di Mazara del Vallo nei giorni festivi o lo fanno solo in alcune ore. Avete capito bene? Sono in 25 in uno spazio di 200 metri quadrati, in pratica ognuno dovrebbe controllare un quadrato di tre metri per tre, ma non durante i sabati, le domeniche o i festivi. Non riescono! Ma ci svegliamo, guardate che questi li paghiamo ancora noi! Sapete il Sindaco di Mazara che ha detto?

Che questo "è un segno tangibile di una Sicilia che non va", per poi chiedere al presidente della Regione Rosario Crocetta il trasferimento della gestione del Museo del Satiro dalla Regione al Comune. Ha fatto bene! Magari qualcosa cambia! Almeno lui ha deciso di uscire allo scoperto, di sfidare i luoghi comuni e di reagire. Non come gli altri italiani che poltriscono sulla sedia e non hanno più le forze per rialzarsi. Se andiamo avanti così, ci sarà sempre qualcuno pronto ad approfittarsi di noi!


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Categorie: Arte, Cronaca, Cultura, Denunce


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