Un omicidio violentissimo messo in atto da un minorenne, così ha perso la vita una giovane ragazzina, vittima del suo stesso fidanzato violento.

Cosenza
09:45 del 27/05/2013
Scritto da Samuele

Il fidanzato diciasettenne di Fabiana Luzzi ha confessato una verità sconvolgente dopo la scomaparsa della ragazzina da Corigliano Calabro, venerdì pomeriggio. Ai carabinieri, che lo hanno sentito per tutta la notte in caserma, il ragazzo ha fornito la sua versione dei fatti, ammettendo in gran parte la sua responsabilità che combaciano con gli elementi raccolti finora dagli investigatori. Secondo alcune indiscrezioni si è trattato di un racconto molto freddo, solo in rari momenti il ragazzo, studente all’istituto industriale e che nella prossima estate festeggerà i 18 anni, si è interrotto mostrando un cenno di emozione.

Il giovane avrebbe litigato con la fidanzatina per gelosia, così l'ha accoltellata ma poichè non è morta subito, è andato a procurarsi della benzina, lasciando Fabiana agonizzante in mezzo ai rovi e infine ha bruciato il corpo prima ancora che la ragazza fosse morta. 'Era ancora viva quando le ho dato fuoco', è stata la sconvolgente confessione del fidanzato. Il lavoro degli investigatori però non è ancora finito. Si sta cercando di chiudere il cerchio con le ultime verifiche che spieghino la dinamica e il movente dell'omicidio. Secondo la versione del 17enne, la lite è scoppiata per le frequentazioni che entrambi avevano avuto nel periodo in cui negli ultimi mesi avevano interrotto il loro rapporto. Entrambi se le rinfacciavano, anche se pare che fosse soprattutto lui a Manifestare maggiore gelosia. Poi, ha raccontato il ragazzo, a un certo punto 'mi ha aggredito e l'ho accoltellata più volte'.

I carabinieri lo hanno tenuto per ore sotto torchio. Da quando gli investigatori si erano resi conto che la vicenda della scomparsa di Fabiana e quella delle strane ustioni sul volto e sul dorso delle mani del diciassettenne si sovrapponevano. Infatti dal 24 maggio, i militari della Compagnia di Corigliano guidati dal capitano Pietro Paolo Rubbo stavano cercando di chiarire il perché della scomparsa della sedicenne, uscita dall’istituto per ragionieri che frequentava e mai arrivata a casa. Nelle ore immediatamente successive alcune amiche della giovane avevano parlato di quel ragazzo andato a prenderla col Motorino all’uscita della scuola. E, quando quello stesso giovane i carabinieri se lo sono ritrovato in ospedale con ustioni al volto e alle mani, sono iniziati i primi sospetti. Le domande sono proseguite per tutta la giornata di sabato 25, sempre più incalzanti. All’inizio il diciassettenne, incensurato anche se qualcuno tra le forze dell’ordine lo aveva notato per certi suoi atteggiamenti, ha provato a sviare i sospetti, sempre più forti, su di lui. Si è addirittura inventato di essere stato aggredito da due ragazzi che lo volevano punire, a suo dire, per alcuni suoi comportamenti, e ha fatto anche alcuni nomi. Per non tralasciare nulla, gli investigatori hanno sentito i due ragazzi, risultati però totalmente estranei.

Il giovanissimo assassino ha raccontato d'essere andato a prendere la fidanzata a scuola con lo scooter venerdì mattina per parlarle e chiarire l'ennesima lite provocata dalla gelosia che attanagliava il loro rapporto. Poi, però, la situazione è degenerata arrivando alla tragedia nella stradina appartata poco lontano dall'istituto tecnico commerciale frequentato da Fabiana. Il ragazzo l'ha colpita con un coltello che si era portato dietro. Quindi pare piuttosto chiaro che l'omicida avesse premeditato tutto e che, a dispetto del dichiarato delitto d'impeto, la procura possa contestargli la premeditazione. Ma su questo e altri punti della vicenda sarà l'inchiesta della Procura dei minorenni di Catanzaro a chiarire tutto.

Dopo aver confessato, ha implorato: 'Portatemi direttamente in carcere, per Corigliano non ci voglio passare. E poi sono stanco, ho sonno, voglio andare a dormire'. I suoi genitori vivono in una palazzina in mezzo alla campagna, a Gallo d'oro, ai margini del paese. I fratelli del padre si affacciano dai piani di sopra, insultando i cameraman che cercano di strappare qualche dichiarazione 'Vi ammazziamo, avvoltoi'. Papà cassintegrato, mamma casalinga, famiglia disgregata da una separazione in casa, dicono in paese. Certo le due famiglie di provenienza sono molto diverse e si sa che il ragazzo fosse una testa calda, ma è difficile credere come a questa età possa essere stato in grado di compiere un simile omicidio.

Dopo le accuse infondate del ragazzo alla 'Ndrangheta  in paese si sente dire 'La mafia non aggredisce le ragazzine', da uno deciso, ufficialmente 'netturbino', in piazza San Pio da Pietrelcina, Corigliano Scalo, sotto casa dei Luzzi. Non è proprio così vero, in generale, ma non è il caso di contraddirlo. 'Tutti giriamo col coltello, qua, una coltellata ci può stare... ma quel maledetto l'ha bruciata viva'. Già da queste parole però si capisce in che situazione culturale versi questa parte d'Italia. In un palazzo dignitoso che da sulla piazza, al primo piano, la porta dei Luzzi è spalancata al lutto, mezzo paese si riversa in silenzio nel salotto e intanto esce Mario, il papà, venditore di autoricambi.

Come sempre, i profili della vittima e del suo carnefice vengono delineati da chi conosceva bene entrambi, gli amici. Quelli di Fabiana, a proposito del suo assassino parlano di un ragazzo un po' rissoso, che in gruppo si chiudeva nel mutismo, ma non esitava a usare le mani contro la loro amica. Tra i ragazzi più d'uno, con gli occhi arrossati, ha raccontato che il 17enne aveva un rapporto morboso nei confronti di Fabiana, arrivando spesso a picchiarla. E infatti c’era stata anche una denuncia a gennaio, subito ritirata, e di cui non resta traccia, il ragazzo non ha pendenze. Si mollavano e si riprendevano da due anni, un anno fa erano addirittura scappati a Bologna insieme per un abbozzo di fuitina, e qualcuno dice che lei si vedesse con un amico di lui. Venerdì, all’uscita di scuola, lei l’aveva intravisto sul motorino e aveva provato a svicolare, lui l’aveva quasi rincorsa. È questo lo sfondo plausibile di una barbarie? Fabiana era solo una ragazzina.

Il rito funebre per Fabiana si svolgerà probabilmente con il rito dei testimoni di Geova, la religione praticata dalla famiglia Luzzi.


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Categorie: Cronaca


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Risposte - Commenti

Carla

27/05/2013 12:47:01
La violenza di genere è un problema che colpisce anche le ragazze più giovani, perché colpisce le donne di tutte le età, ceti sociali e provenienza geografica. In Italia è uccisa una donna ogni due giorni per mano del marito, compagno, ex fidanzato. Urge una legge contro i femicidi e prevenire la violenza contro le donne attraverso dell'educazione. Parliamo di un problema strutturale profondo, no di pazzie d'amore.
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