Le arti marziali hanno l'enorme merito di aver in qualche modo nobilitato la violenza, trasformandola in un rigoroso processo di apprendimento, disciplina e crescita personale.

Roma
11:30 del 07/09/2017
Scritto da Carmine

Le arti marziali hanno l'enorme merito di aver in qualche modo nobilitato la violenza, trasformandola in un rigoroso processo di apprendimento, disciplina e crescita personale. Dopo essere state sdoganate e date in pasto al pubblico occidentale grazie alle interpretazioni cinematografiche di Bruce Lee, queste sono diventate un po' come il proverbiale prezzemolo in gran parte delle produzioni votate all'azione. Lasciatesi (nella maggior parte dei casi) alle spalle quell'aura mistica fatta di onore e rispetto, sono state una risorsa imprescindibile per un gran numero di medium, cinema e i videogiochi in primis, e hanno dato i natali a opere introspettive e profonde così come a delle tamarrate senza appello.

Devolver Digital è un produttore che ha garantito ai propri fan titoli dall'elevato tasso di violenza, molto spesso volutamente sopra le righe. I ragazzi di Sloclap, sotto l'ala del produttore texano, hanno confezionato Absolver, un picchiaduro atipico che miscela nella propria formula elementi GDR e una narrativa silenziosa. Fate il nodo alla cintura, indossate la maschera state pronti a menare le mani!

L'impero di Adal è ormai decaduto, le rovine di una rigogliosa civiltà disseminate in ogni dove ne sono la prova lampante. Gli Absolver sono gli ultimi guardiani rimasti, guerrieri chiamati a riportare l'ordine e mantenere la pace in un mondo ormai preda del caos. Scelti fra un drappello di allievi della nobile arte ci viene consegnata una maschera e affidata una missione: sconfiggere i sei individui conosciuti come i Marchiati, solo così potremo assurgere al titolo di Absolver.

Giocare ad Absolver equivale a girare su e giù per delle aree ristrette, perdersi in quei labirinti fatti di case semi-distrutte, viottoli in riva a un porto e ombreggiati boschi, dove gli unici punti di riferimento sono i pochi checkpoint sparsi qua e là, combattendo una serie di NPC taciturni, con un character design spesso piatto e molto ricorrente.


Questo dovrebbe essere divertente? Assolutamente sì, perché il combat system di Absolver è talmente riuscito che andrebbe incorniciato ed esposto, è qualcosa che ti cattura e ti costringe ad apprendere ogni singola tecnica, letteralmente rubando e osservando le movenze e i colpi dei nemici: nelle ore spese nel regno di Raslan mi sono sentito come un novello Daniel LaRusso in Karate Kid, sulle prime un pavido lottatore capace solo di sferrare qualche pugno o calcio e di concatenare un paio di semplici combo, che spesso venivano lette e ribaltate dai nemici, ma col tempo ho affinato i miei attacchi, personalizzando e modificando più e più volte le sequenze, fino a mettere insieme un vero balletto mortale, una danza spietata in cui l’avversario si vede piovere addosso una sfilza di fendenti provenienti da ogni lato: calcio basso a sinistra, calcio alto nel lato opposto e poi montante destro. Un altro Marked One è finito nella mia collezione di nobili caduti. Absolver richiede tempo e dedizione, come in un vero dojo: per imparare le nuove mosse occorre sfidare quanti più avversari possibili e, parando o evitando i loro colpi, questi entreranno un po’ alla volta a far parte del proprio mazzo, un elenco di tecniche personalizzabile nell’apposita sezione di allenamento.


Credo di aver passato almeno una decina di minuti dopo ogni nuova mossa appresa, giocando a lungo con le quattro posizioni di partenza  - due di spalle e due frontali - per capire quali fossero i colpi che meglio si inanellavano, sfruttando quest’arena sospesa per introiettare il giusto tempismo del moveset, fatto di parate, schivate, pugni veloci o pesanti gomitate dirette, in grado di rompere la guardia nemica. Non manca poi la classica barra della stamina, un'ulteriore variabile da tenere sempre in considerazione. È nei duelli 1 vs 1 in PVP che emerge tutta la bellazza del sistema di combattimento di Absolver e la bravura del giocatore pad alla mano: immerso in uno scenario silenzioso, mentre il vento sfiorava le foglie di alti alberi, io e un degno avversario in carne ed ossa abbiamo messo in gioco le nostre tecniche, ognuno con il suo stile, il mio più votato alla forza bruta, il suo ispirato alle movenze di un ubriaco - ma non per questo meno letale - e abbiamo dato vita uno spettacolare intrecciarsi di finte, controfinte e attacchi, culminati al quinto e ultimo round con l’apparizione sulla scena di una spada, il solito imbucato che nessuno aveva invitato. La magia di Absolver è infatti leggera e flebile e basta un piccolo granello di sabbia per inceppare il delicato meccanismo, come ad esempio le armi, superflui arnesi che spezzano gli equilibri e favoriscono oltremodo chi le possiede. Ogni combattimento è un meticoloso rito di devozione verso le arti marziali ed è quindi naturale che Absolver dia il meglio di sé quando si incontra un nemico alla volta: purtroppo, se giocato in solitaria, abbondano invece i momenti in cui ci si trova a fronteggiare anche tre o quattro NPC contemporaneamente e il castello di carte costruito da Sloclap finisce per cadere, vittima di una confusione generale in cui è impossibile leggere la direzione dei colpi, dove puntare un singolo avversario diventa un’impresa e non mancano gli attimi nei quali la telecamera si incastra nei muri o ondeggia a causa dei differenti livelli d’altezza su cui sono posti i contendenti. Lo sviluppo del personaggio non avviene solo tramite i combattimenti, ma Sloclap ha anche inserito elementi tipici da RPG. La creazione del personaggio non richiede che pochi minuti e, a parte i pochi elementi estetici iniziali, l'unica vera decisione è quella in merito ai tre stili di lotta di partenza, più votati alla forza o all'agilità, ma che col tempo possono essere integrati e modificati quasi completamente. Le classiche statistiche, come la vitalità, la forza e la destrezza, devono essere potenziate spendendo i punti esperienza accumulati dopo i duelli, ma Absolver non brilla certo in profondità sotto questo aspetto; vi sono anche degli equipaggiabili che modificano le caratteristiche - estetiche e non - del proprio alter ego virtuale, ma scordatevi lunghe pause durante le quali individuare la migliore combinazione. Si potrebbe accusare quindi Absolver di superficialità ma, almeno personalmente, apprezzo la scelta di Sloclap non voler appesantire il proprio prodotto dilungandosi su ciò che non fa parte del cuore dell'esperienza di gioco, ossia i combattimenti. Una maggiore importanza viene invece assunta dalle abilità speciali, attivabili con i direzionali nel pad, come ad esempio la ricarica dei punti vita o un’onda d’urto capace di allontanare i nemici, tecniche che spesso e volentieri mi hanno cavato dagli impicci nelle situazioni più ostiche.


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Categorie: , Videogames


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