L’ordinamento italiano punisce l’abbandono di incapaci, quindi anche di genitori bisognosi di cure e assistenza, con la reclusione da 6 mesi a 5 anni.

Napoli
08:40 del 31/08/2017
Scritto da Carmine

Secondo la normativa italiana attualmente in vigore, il figlio che abbandoni un genitore bisognoso di assistenza commette un reato. Secondo l'articolo 591 del codice penale, l'abbandono di incapaci, prevede la reclusione da sei mesi a 5 anni. "Chiunque abbandona una persona minore degli anni quattordici, ovvero una persona incapace, per malattia di mente o di corpo, per vecchiaia, o per altra causa, di provvedere a se stessa, e della quale abbia la custodia o debba avere cura, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Alla stessa pena soggiace chi abbandona all'estero un cittadino italiano minore degli anni diciotto, a lui affidato nel territorio dello Stato per ragioni di lavoro. La pena è della reclusione da uno a sei anni se dal fatto deriva una lesione personale, ed è da tre a otto anni se ne deriva la morte. Le pene sono aumentate se il fatto è commesso dal genitore, dal figlio, dal tutore o dal coniuge, ovvero dall'adottante o dall'adottato", recita il testo completo dell'articolo di legge.


E' da qualche decennio che la solitudine degli anziani non è più un'eccezione. In una società che si è sempre più sviluppata esaltando il consumo, la produttività, la velocità, al giovane, al bello, a dimenticare la saggezza e l'esperienza, si era posto recentemente un recupero parziale con i nonni walfare e le nonne baby sitter. Ora la cassazione è intervenuta con una sentenza che pone, evidentemente, l'esigenza del recupero di una dignità antica. L'obbligo previsto dalla #legge non è solo materiale ma anche, e sopratutto, di assistenza morale. Ai figli affettivamente  distratti non sarà più sufficiente tirare dalla tasca i soldi, un assegno, o magari porre l'anziano in una struttura a 5 stelle, per esimersi dall'impegno..Rimane comunque l'amarezza che il rispetto, per chi ci ha cresciuti, debba essere imposto per legge, resta l'amarezza che si tratta di un vuoto legislativo finalmente colmato, che non riguardava i bambini, e ci mancherebbe, ma che aveva già trovato da tempo una soluzione per gli animali domestici, cani e gatti lasciati soli ad agosto.

In ritardo ma ora la legge è arrivata, per tutelare gli #anziani e per chi avesse il coraggio ancora di chiederselo, in questo caso, il divieto di abbandono per i nonni, non vale solo d'estate!

Dal punto di vista civilistico, inoltre, gli articoli 433 e seguenti del codice civile prescrivono precisi doveri di cura rispetto alla madre e al padre e disciplinano la corresponsione di eventuali alimenti legali, ovvero "di prestazioni di assistenza materiale che vanno riconosciute nei confronti di chi non è in grado di provvedere autonomamente al proprio mantenimento e che sono poste a carico di soggetti vicini al bisognoso, tra i quali i figli, anche adottivi". L'obbligo di prestare gli alimenti ai genitori è però influenzato "dalle capacità reddituali del singolo onerato, che contribuiscono, unitamente all'effettivo bisogno del beneficiario, a determinare il quantum della prestazione. Quest'ultima può consistere o in un assegno periodico o nell'accoglienza e nel mantenimento del bisognoso nella propria casa". Chi si sottrae a tale obbligo civile rischia una condanna penale per il delitto di violazione degli obblighi di assistenza familiare, previsto dall'articolo 570 del codice penale e punito con la reclusione sino a un anno e con la multa da 103 a 1.032 euro.

 


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Categorie: , Nuove Leggi, Sociale


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