Fumarsi una canna in santa pace? Dal 18 maggio sarà possibile anche a Milano a seguito dell’ultimo decreto legge del Governo Renzi: un’autentica rivoluzione

Milano
11:54 del 16/04/2014
Scritto da Albertone

Milano non è, non sarà e non diventerà Amsterdam. Però, dal 18 maggio, qualcosa nella capitale della finanza e della moda potrebbe cambiare. Il meglio o in peggio? Bisognerebbe chiederlo a Matteo Renzi, al golden boy del Partito democratico che a seguito dell’ultimo decreto legge ha concesso l’apertura del primo Cannabis Social Club d’Italia. Un passo avanti o un passo indietro? Come si diceva, il giudizio è soggettivo. Certo è che in altri Stati d’Europa fumare erba non è reato, così come è altrettanto vero che gli effetti collaterali di uno spinello non hanno mai accresciuto il quoziente intellettivo delle persone. Ed allora, dibattito aperto ad ogni considerazione. Per ora il punto fisso è l’apertura dell’associazione “Cannabis and peace” di Milano che aprirà un centro in piazza IV novembre il prossimo 18 maggio. Una grande festa con un inizio… a sorpresa. Gli attuali soci hanno Annunciato che all’inaugurazione sarà offerta una canna ad ogni visitatore. Un modo per tirare la clientela, un’operazione di marketing vera e propria che farà senza dubbio parlare e discutere. Certo è che, a ben vedere, la domanda pare essere importante ed in grado di far girare il mercato e l’economia di un settore che in Italia era fuori legge. Ora, col dl di Matteo Renzi, rientra nell’ambito della legalit. I prezzi che verranno applicati nei giorni successivi all’apertura saranno comunque estremamente accessibili: si parla di circa 7€ al grammo per la marijuana e 9€ per l’hashish.
Ma se in Italia  tutto nuovo, all’estero il rodaggio è già ultimato da tempo. Il numero di questi club privati, dedicati al fumo della marijuana e dell’hashish, è in continuo aumento in tutta la Spagna e presto potrebbero estendersi a macchia di leopardo anche nel nostro paese. Ci sono persino diversi ragazzi italiani che hanno mollato tutto ciò che avevano nel Belpaese per trasferirsi altrove e per aprire un club in piena regola.
Questi club si occupano di gestire piantagioni collettive di cannabis, in modo tale da produrre la marijuana che verrà consumata dai loro soci. Sono proprio i soci, con le proprie quote associative, a finanziare la produzione della marijuana.
I Cannabis Social Club hanno due tipi di soci: quelli “terapeutici” (che consumano questa droga per ragioni di Salute) e quelli “ludici”, ed entrambi cercano marijuana di gran qualità ad un prezzo ragionevole. I requisiti per accedere a questi club sono semplici: essere maggiorenni (nella maggior parte avere più di 18 anni), essere consumatori di cannabis ed essere in possesso di una tessera di socio, per i soci terapeutici l’età minima sarà di 14 anni.
A differenza dei coffee shop olandesi, i club di fumatori di marijuana saranno associazioni senza scopo di lucro. Praticamente, delle cooperative, dove tutti i fruitori sono anche soci. E se all’estero ha funzionato, c’è da star sicuri che in Italia l’inghippo accadrà presto. Anzi, prestissimo…


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Categorie: Cronaca, Curiosità, Denunce, Salute, Sociale


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