Per amor di precisione, il Capra a cui si riferisce l’articolo non è il regista de “La vita è meravigliosa ma il fisico Fritjof Capra, che nel libro “Il Tao della fisica” teorizzò che fisica moderna e misticismo orientale avessero molti punti in comune e similitudini.

Cosenza
08:05 del 13/03/2017
Scritto da Luigi

Per amor di precisione, il Capra a cui si riferisce l’articolo non è il regista de “La vita è meravigliosa ma il fisico Fritjof Capra, che nel libro “Il Tao della fisica” teorizzò che fisica moderna e misticismo orientale avessero molti punti in comune e similitudini. Onestamente, anche se predisposto, ero scettico e pensavo potesse rivelarsi una panzana: invece leggendo il libro, ho trovato che avesse delle basi solide. Sia la fisica moderna che il misticismo partono dall’osservazione della natura (anche se per ragioni diverse), entrambe necessitano di un “apprendistato” per essere comprese ed hanno una difficile traduzione nel linguaggio comune; entrambe, infine, attestano che sia ciò che ci circonda che l’intero universo sono il prodotto di processi dinamici, di interrelazioni tra fenomeni, persone e oggetti. Più volte si fa riferimento al concetto di rete cosmica, ed in effetti la rete, come scrissi già in un precedente articolo, ricorre spesso nella nostra esistenza: c’è la rete sociale, composta dai nostri amici/parenti e da coloro che ci influenzano o da cui siamo influenzati (senza dimenticare i famosi “sei gradi di separazione”); la rete informatica, che unisce più sistemi computerizzati; la rete neurale del nostro cervello; le reti idriche o elettriche, alla base della nostra vita quotidiana. Lo stesso concetto orientale di ciclo di creazione e distruzione ha un’ampia applicazione: nella scienza grazie alla celeberrima espressione “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”; in cosmologia, dove le stelle nascono e poi muoiono per formare buchi neri e/o altre stelle; anche nel ciclo vitale di un essere umano, dato che, alla morte, gli elementi di cui siamo composti “ritornano alla terra”. Quest’ultimo caso, in verità, può essere anche un esempio dell’interdipendenza tra tutte le cose: noi siamo parte dell’ambiente che ci circonda, non siamo padroni di alcunché se non della nostra stessa vita. Persino la storia della civiltà ha visto nascere e cadere regni, imperi e governi in un infinito ciclo di cui pochi sembrano rendersi conto… Qualche altro esempio di similitudine? Alcune religioni, come il buddhismo, parlano di “ritorno all’Unità”, di un percorso spirituale che mira a riportare l’uomo ad uno stato di illuminazione che nel tempo si è perduto, oppure ad una realtà ultima da cui tutto ha avuto inizio; allo stesso modo, da anni i fisici cercano di elaborare una teoria che inglobi e possa unificare tutti i fenomeni. Si potrebbe dire che anche le branche del sapere umano tendano all’unità: all’inizio si studiava tutto senza fare troppe distinzioni, poi mano a mano che il sapere e la conoscenza aumentavano, si incominciò a dividere tutto in discipline; ai giorni nostri però, ci si è resi conto che metodi di ricerca e sperimentazione possono essere interdisciplinari, come ad esempio nel rapporto tra antropologia e sociologia, oppure tra l’informatica, la fisica e la biologia. Sia la fisica moderna che il misticismo orientale trascendono i normali concetti di spazio e tempo: la prima grazie alla teoria della relatività, il secondo grazie all’esperienza meditativa; può poi sembrare strano, ma ho notato che il principio di indeterminazione ha una somiglianza con l’ipotetica capacità di predire il futuro: noi possiamo determinare la probabilità che una particella si trovi in un determinato punto fino all’atto della misurazione, allo stesso modo in cui un (ipotetico e vero) veggente può predire un futuro passibile di modifica a seconda delle decisioni prese dalle persone coinvolte. Fermo restando che l’azione non sia un “punto fisso nel tempo”, ovvero un evento che DEVE accadere a prescindere dalle circostanze… Infine, sia la fisica moderna che il misticismo orientale sono ormai al di là del contrasto tra gli opposti e, partendo dal presupposto che la realtà che ci circonda sia per lo più una nostra costruzione mentale e che siamo collegati l’uno all’altro, lo stesso simbolo del Tao rispecchia l’atteggiamento che bisognerebbe avere l’uno con l’altro, la relazione tra le razze, le religioni, tra uomo e ambiente ecc. Tuttavia, costruzione mentale o meno, ci sono elementi comuni e/o indiscutibili: la matematica e la geometria sono frutto di convenzione, ma la sezione aurea è un elemento della natura e i calcoli e le equazioni matematiche (perfezionandosi sempre più) ci permettono di spiegare ciò che ci circonda e l’universo in cui viviamo. Le stesse religioni hanno una “base tre”: noi cattolici crediamo nella Trinità; l’albero sefirotico della mistica ebraica è costituito da nove sephiroth, che rappresentano (a gruppi di tre) l’anima, la mente ed il corpo; sempre secondo la mistica ebraica, l’animo umano è composto da tre parti: nefesh (presente fin dalla nascita), ru’ah o anima (si manifesta quando l’uomo riesce ad innalzarsi spiritualmente) e neshamah o spiritus (che si manifesta quando l’uomo si dedica allo studio della Torah e dei comandamenti). Secondo Fritjof Capra, la molteplicità di divinità dell’induismo può essere ridotta a tre dei principali: Shiva, il Danzatore Cosmico che con la sua danza simboleggia il ciclo di creazione e distruzione; Visnu, che ha il compito di conservare l’universo; Shakti, la Madre Universale archetipo delle divinità femminili. Sempre secondo la mitologia indù, Dio sacrifica sé stesso per creare il mondo (concetto in comune con l’ebraismo) e questa attività creatrice prende il nome di lila (il gioco degli dei); la maya rappresenta l’illusione che le strutture e i concetti da noi creati rappresentino la realtà delle cose; il karman è il principio dinamico, l’universo in azione. Come si vede, ancora il numero tre… Qualcuno potrebbe obbiettare che, vista una certa vicinanza geografica non è strano trovare credenze simili, e questo è vero; però sorge un quesito: com’è possibile allora che nella mitologia nordica esista un Albero del Mondo, Iggdrasil, che è la base per l’esistenza dei cosidetti nove mondi (3x3)? Coincidenza, schema sottostante o c’è qualcosa che ancora non sappiamo?


Articolo letto: 258 volte
Categorie: , Cultura, Curiosità


Cosa ne pensi?
Accedi oppure Registrati per rispondere.
Risposte - Commenti

Sponsors notizia
Banner pubblicità Network informazione

Registrazione GRATIS

Come utente registrato puoi:
  • Pubblicare articoli denuncia su 10 blog;
  • Pubblicare post e segnalazioni;
  • Pubblicare articoli sponsorizzati;
  • Creare Campagne SEO con Textlink e Banner;
  • Pubblicare giudizi e commenti

login con facebook

oppure

Login



oppure

Accedi con facebook

Login



oppure

Accedi con facebook

Rimani sempre aggiornato, seguici su Facebook!
.

ACCEDI GRATIS con FACEBOOK

Per continuare a leggere, ACCEDI GRATIS.

Accedi con facebook