Nei prossimi 60 giorni, gli italiani saranno chiamati a pagare 83,820 miliardi di euro di tasse.

Trento
12:00 del 05/11/2015
Scritto da Carla

Nei prossimi 60 giorni, gli italiani saranno chiamati a pagare 83,820 miliardi di euro di tasse. E’ infatti partito il conto alla rovescia degli anticipi e dei saldi di fine anno che porteranno a un drenaggio di liquidità a scapito delle imprese, professionisti, artigiani, commercianti e cittadini costretti letteralmente a fare lo slalom tra circa 500 tributi con difficoltà tecniche d’interpretazione sempre più elevate. Dovremo versare 11.490 miliardi di Irpef, 12.360 miliardi di Irap, 29.920 miliardi di Iva, 15.510 miliardi di Ires, 13.650 miliardi tra Imu e Tasi e infine 890 miliardi di cedolare secca.

Ma tutta questa pressione fiscale è figlia della nostra partecipazione alla moneta unica europea. Infatti, aderendo ai Trattati e in particolare aderendo all’euro, abbiamo completamente abdicato alla nostra sovranità monetaria e di conseguenza alla determinazione della nostra politica economica di cui la moneta è uno strumento essenziale. Tutti i fabbisogni finanziari dello Stato, pertanto, devono essere reperiti per mezzo della fiscalità e del taglio della spesa pubblica, essendo inibita la monetizzazione anche parziale del debito.

Se in tutti i paesi del mondo, tranne ovviamente gli eurodotati, si può ricorrere all’immissione di moneta per non costringere il proprio sistema imprese/famiglie a prelievi fiscali eccessivi, noi siamo costretti ad avanzi primari “disuMani che non fanno altro che comprimere consumi e crescita. Tutto in omaggio ai dOgmi previsti dalla partecipazione al “club” dell’euro, che prevede la stabilità dei prezzi, cioè il contenimento dell’inflazione, e il rigore dei conti pubblici fino al perseguimento del pareggio di bilancio, come unico presupposto per la crescita!

Parliamoci chiaro: sovranità monetaria non significa mettersi a stampare moneta a manetta, ma almeno cercare di non far ricadere esclusivamente su famiglie e imprese l’onere del reperimento del fabbisogno finanziario dello Stato. Se poi il prezzo da pagare è un pò di inflazione, ben venga, visto che il modello proposto da Bruxelles, Francoforte e Berlino ha fatto fino ad ora precipitare il continente in una profonda deflazione, con conseguenze drammatiche in termini di tassi di disoccupazione e tassi di crescita.

Riflessione finale: è stupido tutto il resto del mondo o solo i paesi che adottano l’euro? A voi la risposta!


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Categorie: Denunce, Economia, Politica


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