730 precompilato: un affare per il fisco, un danno per i contribuenti. La presentazione della dichiarazione dei redditi rappresenta per il cittadino da sempre un obbligo di natura fiscale

Roma
08:45 del 16/04/2015
Scritto da Gerardo

La presentazione della dichiarazione dei redditi rappresenta per il cittadino da sempre un obbligo di natura fiscale. Lavoratori e pensionati adempiono da sempre a tale obbligo presentando il 730 tramite CAF o professionisti abilitati. Quest’anno il Governo, il Fisco e l’Agenzia delle Entrate, hanno ribaltato tale adempimento. E’ stata lanciata a gran voce l’operazione 730 precompilato con la quale invia al contribuente la dichiarazione dei redditi già precompilata. Accettabile o modificabile. L’alternativa al sistema del 730 precompilato è quella storica: presentare il 730 ordinario rivolgendosi al CAF, al Commercialista, al Consulente del Lavoro, ecc.

A primo impatto, come leggerete, sembra una semplificazione molto utile l’operazione 730 precompilato inviato a 20 milioni di italiani. Molti cittadini penseranno: “bene, meno adempimenti e pensieri, risparmio i costi del CAF o del Commercialista”. Ma la realtà per tantissimi sarà proprio l’opposta: il 730 precompilato rischia di costare molto di più al lavoratore o al pensionato. Induce il contribuente ad accettare il 730 precompilato senza recupero di crediti verso il fisco (detrazioni fiscali). E di riflesso rischia di diventare un vero e proprio affare per il Fisco italiano. Purtroppo ai danni dei contribuenti. Vi spieghiamo perché.

In ogni propria scelta l’essere umano effettua una propria analisi costo-benefici. La domanda su ogni scelta è “Quanto mi costa? E cosa ci guadagno?”. Sono domande alle quali tutti noi rispondiamo in ogni scelta economica. Ebbene, ben presto molti cittadini scopriranno che presentare il 730 quest’anno sarà più costoso. O meno conveniente. E comporterà comunque l’impegno di recarsi dal CAF o professionista. L’alternativa? È veloce, basta accettare il 730 precompilato e si adempie al proprio obbligo fiscale. Ma si  rinuncia ad alcuni dei propri diritti, favorendo economicamente il Fisco.


Partiamo dal principio. Il 730 precompilato arriverà a 20 milioni di italiani, ma le stime dicono che circa il 70% (quelli che “scaricano” le spese mediche, ossia si avvalgono della detrazione fiscale del 19% sulle spese mediche) riceveranno una dichiarazione dei redditi precompilata dal Fisco, ma incompleta o errata. Per moltissimi quindi il 730 precompilato sarà da modificare o integrare.

E questo significa, in altre parole, che per la maggior parte i conti effettuati dal Fisco nel 730 precompilato saranno a svantaggio del lavoratore o del pensionato in termini economici (mancanza di detrazioni fiscali nel conto effettuato dal Fisco).

Come detto i lavoratori e i pensionati, a questo punto, hanno due alternative: accettare il conto sbagliato dal Fisco confermando il 730 precompilato oppure provvedere a presentare il 730 ordinario tramite CAF o professionisti come hanno sempre fatto in passato.

Quindi come contribuenti rispetto al 730 precompilato, per ricalcolare i propri redditi, le proprie detrazioni fiscali, i propri oneri deducibili nel 730, insomma per poter presentare il 730 corretto, completo e comprensivo della giusta tassazione Irpef a proprio carico sui redditi dell’anno 2014, dovranno provvedere a modificare il 730 precompilato ricevuto, e farlo di propria iniziativa, operando le modifiche sul sito dell’Agenzia delle Entrate, oppure, ed è la scelta di tantissimi, rivolgendosi al CAF o al professionista per l’invio del 730 ordinario.

Chi sceglierà di variarlo di proprio pugno sul sito dell’Agenzia delle Entrate, dove ha ricevuto il 730 precompilato, scoprirà che l’operazione comunque richiede competenza e qualche ora di pazienza. E il rischio di errori sarà a proprio carico. La buona notizia è che le modifiche non costeranno nulla economicamente.

La maggior parte degli italiani però, soprattutto quelli che devono recuperare le detrazioni fiscali per spese sanitarie (es. scontrini della Farmacia) e per le altre spese, taglierà la testa al toro e ricorrerà come sempre al CAF o professionista di riferimento richiedendo di presentare il 730 ordinario. E qui c’è una brutta notizia: potrebbe costare di più rivolgersi al CAF o al Commercialista o al Consulente del lavoro.

La motivazione sta nella nuova normativa che ha introdotto il 730 precompilato: le sanzioni le pagano gli intermediari. E’ stato previsto un nuovo sistema sanzionatorio per gli intermediari per visto infedele (quando la dichiarazione dei redditi presentata contiene errori od omissioni). In base a quanto disposto dall’articolo 6 del decreto semplificazioni, i Caf e i professionisti abilitati sono direttamente tenuti al pagamento di un importo corrispondente alla somma dell’imposta, degli interessi e della sanzione che sarebbe stata richiesta al contribuente.

Quindi la novità è che pagano gli errori il CAF o il professionista e la sanzione è pesante: pagare le imposte al posto del contribuente. Una bella responsabilità. Ed infatti gli intermediari sono tenuti ad assicurarsi in tal senso, sostenendo quindi un costo ulteriore, che riverseranno sul contribuente.

Che le sanzioni giungano al CAF o al professionista, è sicuramente una novità positiva per il lavoratore o il pensionato. Infatti al contribuente conviene rivolgersi al CAF o Commercialista per modificare il 730 precompilato.

Ma tutto ha un costo. Questa novità delle sanzioni che colpiscono CAF e professionisti, salvo alcuni casi, determina degli innalzamenti dei compensi da loro richiesti. Anche se molti CAF promettono di non variare i propri compensi.

Perché con il 730 precompilato il Fisco risparmia ai danni del contribuente

Ma l’operazione 730 precompilato può essere un occasione di risparmio per il Fisco. Vi spieghiamo perché un lavoratore o un pensionato ricevente il 730 precompilato, come contribuente è tentato con un click di accettare il 730 precompilato e rinunciare alle detrazioni fiscali.

Una grossa fetta dei contribuenti è tenuta in ogni caso a presentare il modello 730. E’ un obbligo che evitano solo coloro che rientrano nei  casi di esonero dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. Quindi una vastissima platea di lavoratori o pensionati devono comunque presentare il 730: 1) accettando il 730 precompilato; 2) o modificando lo stesso sul sito dell’Agenzia delle Entrate 3) oppure presentando il 730 ordinario tramite CAF e professionisti.

L’adempimento può essere risolto nella Maniera più veloce: fare click sulla conferma del 730 precompilato, così come giunto (senza molte detrazioni fiscali). Ma con dati incompleti e una tassazione sfavorevole al lavoratore.

Il Fisco induce i contribuenti ad accettare il 730 precompilato a loro danno. Chi vuole evitare o ignorare il 730 precompilato, e quindi non accetta una tassazione inesatta o soprattutto pretende di presentare la dichiarazione dei redditi che rispecchi i propri diritti quasi sicuramente sceglierà di inviare il 730 ordinario rivolgendosi al CAF o professionisti. Ma in questo caso si trova di fronte al problema economico del rincaro possibile dei compensi già descritto, che si aggiunge al doversi recare presso il CAF o il professionista.

Ciò induce il contribuente ad evitare, soprattutto coloro che hanno una vita quotidiana piena d’impegni. Chi dalla presentazione della dichiarazione dei redditi ci ricava un credito Irpef basso potrebbe optare per confermare il 730 precompilato ed evitare fastidi. Ciò a vantaggio del Fisco.

Poniamo l’esempio classico del lavoratore che ha ricevuto il 730 precompilato nel quale mancano le detrazioni per le spese mediche e gli scontrini della farmacia. Se ad esempio il contribuente ha sostenuto 500 euro di spese per farmaci (nemmeno pochi!) ed ha gli scontrini della Farmacia, ha diritto ad una detrazione fiscale del 19% calcolato su 500 euro meno la franchigia di 129,11 euro. Il lavoratore avrebbe da recuperare circa 70 euro di detrazione per spese mediche.

Ma il compenso richiesto dal CAF o dal professionista potrebbe essere poco inferiore o di cifra pari o superiore alla somma di denaro (70 euro) recuperabile presentando il 730 ordinario. Il contribuente si fa due conti e decide di non recuperare le detrazioni fiscali e con un click accetta il 730 precompilato inviato dal Fisco. Anche perché adempie al proprio obbligo fiscale di invio della dichiarazione dei redditi e si leva il pensiero. L’anno scorso invece doveva comunque rivolgersi al CAF per adempiere all’obbligo di invio della dichiarazione dei redditi.

La conseguenza? E’ che il Fisco con il 730 precompilato induce una buona fetta di contribuenti ad accettare la dichiarazione dei redditi precompilata per adempiere al proprio obbligo, anche se costa rinunciare al recupero dei crediti Irpef a loro spettanti. Nel caso in esempio, il lavoratore si libera del pensiero accettando il 730 precompilato e il Fisco risparmia 70 euro di detrazioni non restituite al contribuente. Ma c’è un risparmio ulteriore per le casse del Fisco: il contribuente non presenta il 730 tramite CAF o professionisti, quindi il Fisco risparmia anche il compenso all’intermediario (CAF o professionisti), previsto per legge (ulteriori 16 euro).


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Categorie: Economia, Lavoro


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