Morti bianche: 300 neonati ogni anno, in Italia, muoiono “in culla”. Uno su mille. Si chiama Sids, sindrome da morte infantile improvvisa (Sudden Infant Death Syndrome).

Milano
08:00 del 15/09/2017
Scritto da Gregorio

Morti bianche: 300 neonati ogni anno, in Italia, muoiono “in culla”. Uno su mille. Si chiama Sids, sindrome da morte infantile improvvisa (Sudden Infant Death Syndrome). Il sistema sanitario, accusa il naturopata Marcello Pamio, sottovaluta il problema: «Poco importa se tutti i bambini morti in culla hanno sempre fatto le vaccinazioni qualche giorno o qualche settimana prima». Casi archiviati come coincidenze, fatalità. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, la Sids «colpisce i bambini tra un mese e un anno di età», cioè nel periodo in cui vengono fatti i primi inoculi. A riferire di questa “strage silenziosa” è un giornale come “Il Gazzettino”: il 25 maggio 2016, il quotidiano di Venezia titola: “Vaccini, bimba a due mesi muore nel sonno a Torino dopo esavalente”. Sempre per l’Istituto Superiore di Sanità, «dopo le malformazioni congenite, la Sids è la causa principale di morte post-neonatale negli Stati Uniti». Secondo il National Vital Statistics Report del 2004, «l’incidenza della Sids è di circa 1,7 per mille nati vivi. Dati simili sembrano essere registrati anche in Europa. In Italia, la stima fornita dal centro di riferimento della Regione Lombardia, è di 1 su 1000 nati vivi».

Quindi in Italia vi sarebbe un morto ogni mille bambini nati, sintetizza Pamio sul blog “Riflessioni”, in cui segnala il bugiardino del vaccino trivalente “Tripedia” per difterite-tetano-pertosse. Secondo Sanofi-Pasteur, «la percentuale di morti inVaccinoculla, secondo alcuni studi osservazionali, negli Stati Uniti (periodo dal 1985 al 1991) è pari a 1,5 bambini ogni 1000 nati, mentre in Germania è di circa 0,4». Sempre dal bugiardino del trivalente Tripedia: «In uno studio caso-controllato tedesco e in uno studio di sicurezza negli Stati Uniti, su 14.971 neonati che hanno ricevuto il vaccino Tripedia ne sono morti 13». Quindi, sottolinea Pamio, 13 morti su circa 15.000 neonati significa una percentuale pari a 0,86 morti per ogni 1000 nati. «In Italia sono nati nel 2016 circa 470.000 bambini. Se la percentuale di mortalità del Tripedia è di circa 0,86/1000 nati, tenuto conto che da noi sono nati 470.000 l‘anno scorso, il vaccino se ne è portati via circa 400. Morti per cosa? Da Sids, ovviamente, ma non solo. Almeno 300 ne muoiono per Sids ogni anno, ma se teniamo conto che non è l’unica causa di morte, si fa presto ad ottenere le cifre riportate»


1 caso ogni 700/1000 bambini nati vivi: questa la stima di una delle più frequenti cause di morte nel primo anno di vita: la sindrome da morte improvvisa del lattante (Sudden Infant Death Syndrome o SIDS), conosciuta anche come morte in culla (“Crib death”). Due studi, tra i molti degli ultimi anni, uno condotto in Italia (studio Hera) e l’altro in Germania (studio Token) hanno trattato il tema della presunta correlazione tra vaccini e morte in culla. Il primo (Hera) ha valutato il rischio di morte improvvisa dopo vaccinazione nei bambini nati dal 1999 al 2004 (circa 3 milioni di bambini) e non ha riscontrato una possibile relazione causale tra i vaccini somministrati e l’insorgenza di morti improvvise (Traversa 2011). Lo studio Token ha esaminato 254 casi di morte improvvisa avvenuti in Germania dal luglio 2005 al 2008. I risultati indicano che il rischio di morte improvvisa non era aumentato nella settimana dopo la vaccinazione, mentre nella maggior parte dei casi erano presenti fattori di rischio riconosciuti per la sindrome di morte improvvisa del lattante.

Bisogna precisare che la SIDS colpisce i bambini tra un mese e un anno di età ma la sua definizione, che non corrisponde a una precisa patologia, si applica quando si possono escludere, (previa autopsia e analisi accurate dello stato di salute del bambino e delle circostanze della sua morte), tutte le altre cause note per spiegare il decesso del neonato, da malformazioni a eventi dolosi. Non è stata ancora definita con sicurezza una specifica causa medica in grado di spiegare la SIDS ma ci sono invece una serie di comportamenti e di fattori di rischio che possono incidere significativamente sulla probabilità che la si verifichi. (Fonte: Epicentro)
Sulla correlazione tra vaccinazione e SIDS la comunità scientifica è coesa nell’escludere qualsiasi relazione causale (Fleming 2001; Hoffmann 1987; Mitchell 1995). Un documento a cura dell’Istituto Superiore di Sanità riporta che negli Stati Uniti ogni anno si verificano 1.600 casi di morte improvvisa del lattante e poiché più del 90% dei bambini riceve diversi vaccini tra 2 e 12 mesi d’età, è stato calcolato che circa 50 casi di SIDS si verifichino entro 24 ore dalla vaccinazione per un semplice effetto del caso. Inoltre, il picco di casi di SIDS si registra tra i 2 e 4 mesi di età, il periodo in cui solitamente si avvia il programma vaccinale. Come si specifica poi in diversi testi di ricerca il fatto che la morte si possa verificare a breve distanza dalla vaccinazione non avvalora un rapporto causale: creare allarmismi sulla sicurezza dei vaccini è un chiaro errore. Anche l’Accademia Americana di Pediatria ribadisce il concetto che non vi è alcuna prova che vi sia una relazione causale tra vaccinazioni e SIDS ed aggiunge che recenti evidenze suggeriscono che l’immunizzazione potrebbe avere addirittura un effetto protettivo (AAP 2011).  Un altro recente studio ecologico basato sui dati del Centro per il Controllo della Malattie statunitense (CDC) ha indagato la possibile relazione fra SIDS e immunizzazione nel periodo di tempo compreso fra il 1968 ed il 2009 evidenziando come l’aumento della copertura vaccinale per difterite-tetano-pertosse si associ a una riduzione della mortalità per SIDS (Müller-Nordhorn 2015).

Una delle più convinte sostenitrici della correlazione tra a morte in culla e vaccino DTP (difterite-tetano-pertosse) è la dottoressa Viera Schneiber, ricercatrice in pensione con un dottorato in micropaleontologia ma con nessuna esperienza formale in ambito medico. È infatti una delle maggiori esponenti del movimento anti vaccinazioni in Australia. Dal 1985 si occupa di vaccini, e si legge che, nel testare uno strumento per monitorare la respirazione dei lattanti ideato e sviluppato dal marito, osservò dei periodi da lei definiti “stressing breathing” (distress respiratorio) in bambini che erano stati vaccinati pochi giorni prima con il vaccino DTP (difterite-tetano-pertosse); indicò quindi la vaccinazione con DTP come la causa della morte in culla http://www.vacciniinforma.it/?p=2302


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Categorie: , Cronaca, Denunce, Salute, Scienze


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