Si chiamano “diritti inespressi” e sono soldi da aggiungere alla propria pensione che, previo controllo, si possono richiedere all’ INPS.

Cagliari
05:20 del 23/06/2017
Scritto da Samuele

Si chiamano “diritti inespressi” e sono soldi da aggiungere alla propria pensione che, previo controllo, si possono richiedere all’ INPS.

Si tratta di un controllo e un ricalcolo della pensione che ne potrebbe determinare un aumento fino a 300€, ma per ottenerlo bisogna farne richiesta, e questo molti pensionati non lo sanno. Per questo  i patronati stanno facendo informazione in materia perchè i pensionati vadano a richiedere i “diritti inespressi” previo controllo.

Sono ancora pochi i pensionati che, a causa della scarsa informazione a riguardo, hanno ottenuto i diritti insepressi sulla pensione, riuscendo ad integrarla con assegni mensili fissi che vanno da 50 fino a 300€, e ottenendo inoltre arretrati fino a 5 anni.

A poter godere del ricalcolo della pensione e quindi dei diritti inespressi sarebbero migliaia di pensionati che percepiscono un assegno inferiore a 750 € mensili (uno su tre in Italia), e che finora, ignari di questa procedura, non hanno fatto alcuna domanda all’INPS.


Quindi i diritti inespressi sono somme dovute che non vengono però versate dall’Inps a causa di errori e  calcoli sbagliati, sono agevolazioni sugli assegni previdenziali che non scattano automaticamente, ma bisogna farne richiesta, altrimenti si rinuncerebbe a una cifra significativa sull’ assegno pensionistico che, per molti pensionati al limite della soglia di povertà, potrebbe fare davvero la differenza.

Per ottenere il ricalcolo dell’ assegno pensionistico vi basterà collegarvi al sito www.inps.it e accedere alla vostra scheda personale con PIN. Successivamente bisogna accedere alla sezione “cedolino pensione e servizi collegati”, dove troverete tutti i dettagli per fare la domanda in questione.

Coloro che sono meno propensi nell’ utilizzo delle nuove tecnologie possono chiedere maggiori informazioni riguardo i diritti inespressi ad un CAF o recarsi direttamente agli uffici INPS del proprio territorio.

Di seguito vi mostriamo un servizio della trasmissione “Tagadà” su La7 che racconta la storia di due vedove che vivono delle misere pensioni di reversibilità dei rispettivi mariti, e che, avendo richiesto i diritti inespressi compresi di 5 anni di arretrati, ora possono tirare qualche respiro di sollievo.

Da: Jeda


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Categorie: , Economia, Editoria


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