A 21 anni dalla strage di Capaci, arrivamo a Palermo le navi della Legalità per commemorare il giudice Falcone e tutte le vittime della mafia.

Palermo
09:53 del 23/05/2013
Scritto da Samuele

La prima nave della legalità a entrare nel porto salutata dalle sirene dei traghetti è stata la nave ribattezzata 'Giovanni' in memoria di Falcone, che espone a poppa una gigantografia del giudice. Era salpata nel tardo pomeriggio di ieri da Civitavecchia nonostante il maltempo. A bordo con i giovani ci sono, tra gli altri, il presidente del Senato Pietro Grasso, il ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, il sottosegretario all’Istruzione Marco Rossi Doria, il presidente di Libera don Luigi Ciotti, il commissario Antiracket Giancarlo Trevisone. La “Paolo”, l’altra nave che ricorda Borsellino, era partita da Napoli e non ha ancora ormeggiato. L’arrivo delle due imbarcazioni è avvenuto poco dopo le 8, in leggero ritardo sulla tabella di marcia a causa del maltempo.

Più di 800 scuole, 20 mila studenti e 13 Paesi europei con le loro delegazioni di giovani ritornano a Palermo per commemorare le vittime della strage di Capaci del 23 maggio 1992. 'Le nuove rotte dell'impegno. Geografia e legalità' è il tema scelto quest'anno, che ha dato il titolo al concorso nazionale e alla cerimonia istituzionale che si svolgerà come di consueto nell'Aula Bunker del carcere Ucciardone di Palermo per ricordare Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino, le donne e gli uomini delle scorte Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, Vito Schifani, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina, uccisi a distanza di pochi mesi in due attentati mafiosi. Questa mattina centinaia di studenti delle scuole di Palermo e di tutta la Sicilia attenderanno al porto l'arrivo delle navi. Subito dopo la cerimonia di benvenuto, a cui parteciperanno Maria Falcone e molti rappresentanti istituzionali, gli studenti si recheranno nei vari luoghi simbolo della città. Molti andranno verso l'aula bunker del carcere dell'Ucciardone per assistere, dalle 10, al momento istituzionale e commemorativo della Manifestazione.

Ventuno anni fa, il pomeriggio del 23 maggio 1992, un tratto dell'autostrada fra Palermo e l'aeroporto di Punta Raisi saltò letteralente in aria investendo il corteo di macchine che scortava in città Giovanni Falcone. Con il giudice antimafia morirono sua moglie Francesca Morvillo e i tre agenti di scorta Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani.

Per quella strage di innocenti, il mese scorso, il giudice delle indagini preliminari di Caltanissetta, Francesco Lauricella, ha firmato otto ordini di arresto, su richiesta della Procura, per altrettanti nuovi indagati. Tutti accusati di strage con l'aggravante dei 'fini terroristici'. Ma la mente dell'attentato resta il 'capo dei capi' Totò Riina. E nelle motivazioni del provvedimento il giudice s'è lasciato andare ad ardite ipotesi dietro la scelta di utilizzare 500 chili di tritolo per eliminare Giovanni Falcone, invece dei già programmati colpi di rivoltella per le strade di Roma. Il magistrato ricorda una strage di poliziotti avvenuta nell’aprile del 1990 a Medellìn, realizzata con 'una potente autobomba esplosa al momento del passaggio di una pattuglia delle forze speciali antinarcotici'; nello stesso periodo in Colombia esplosero 'ben 18 bombe che provocarono 93 morti e 40 feriti'. Avvenimenti clamorosi che, sostiene oggi il giudice, 'ben poterono risvegliare nella 'mente pensante' di Cosa nostra siciliana, ovvero in Totò Riina, l'idea di abbracciare la tecnica che del resto Cosa nostra aveva già utilizzato'. 'Il ricordo dell'eco dei fatti colombiani, cui la stampa siciliana non può non aver dato risalto, deve ritenersi un probabile fattore scatenante del revirement riiniano e della più recente opzione per la tattica dell'esplosivo'.

Presenti in aula bunker il presidente del Senato, Piero Grasso, il ministro dell'istruzione, dell'Università e della Ricerca Maria Chiara Carrozza; il ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri; il ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Nunzia De Girolamo; il presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati, Rodolfo Sabelli; il presidente del Tribunale di Palermo, Leonardo Guarnotta; il presidente della Rai, Anna Maria Tarantola; il professor Nando Dalla Chiesa, associato di Sociologia della Criminalità organizzata presso l'Università degli Studi di Milano e lo scrittore e giornalista Roberto Saviano. A coordinare la cerimonia, il conduttore televisivo Fabio Fazio. Nel cortile antistante l'aula bunker sarà allestito per gli studenti delle scuole primarie un 'Villaggio della Legalità' con stand e laboratori realizzati dalle forze dell'ordine, dalle associazioni del territorio e dagli scout.

Nel pomeriggio si dirameranno due cortei: uno dall'aula bunker alle 16.30, l'altro da via D'Amelio alle 16. Entrambi si riuniranno sotto l'albero Falcone in via Notarbartolo per ricordare insieme il momento solenne rispettando il silenzio nell'ora della strage, le 17.58. Sarà il momento finale in cui tutta la città e gli studenti che hanno partecipato alla giornata si ritroveranno di fronte all'albero, divenuto bene culturale tutelato dalla Regione Siciliana e dallo Stato. Alle 17.58 il trombettiere della polizia suonerà 'Il Silenzio' in ricordo di tutte le vittime delle stragi mafiose. Alle 18.30, infine verrà celebrata la messa in memoria delle vittime della mafia presso il Centro Educativo Ignaziano, alla quale parteciperà il presidente del Consiglio Enrico Letta.

'Al momento di partire stavamo per abbandonare l’idea ma abbiamo deciso che le sfide vanno affrontate e abbiamo vinto questa sfida'. Così il presidente del Senato Grasso, subito dopo l’arrivo, riferendosi al maltempo che ieri aveva fatto temere l’annullamento delle traversate. 'Se non fossimo partiti sarebbe stata una giornata molto diversa senza questa accoglienza e senza questa unione di tutta l’Italia qui. E’ un bellissimo giorno, la Sicilia e’ sempre accogliente con tutti quelli che vengono in questa terra'. L’ex procuratore nazionale antimafia ha poi risposto ai giornalisti che gli chiedevano della presunta trattativa Stato-mafia, in vista del processo che lunedì prossimo si aprirà in Corte di Assise a Palermo: 'Le indagini sono in corso, ha affermato i processi si devono fare, alcuni sono già stati fatti. Dobbiamo continuare sempre nella ricerca della verità. Verità e giustizia sono valori fondamentali a cui ci hanno educato Giovanni e Paolo', ha concluso il presidente di Palazzo Madama.


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Categorie: Cronaca, Sociale


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Risposte - Commenti

Carmine

23/05/2013 13:00:13
Falcone e Borsellino, Grazie per quello che avete fatto. Da siciliano spero solo che la vostra morte non sia stata vana e non si trasformi solo in una data da commemorare con ipocrisia dagli stessi uomini politi che hanno mille intrallazzi con le peggiori famiglie mafiose. La Sicilia è una terra splendida così come lo sono i siciliani. Se tutti noi prendiamo coscienza di questo e AGIAMO nel quotidiano possiamo ottenere grandi risulati.
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