Undici milioni di italiani hanno dovuto rinunciare alle cure mediche nel corso del 2015 perchè non potevano permettersele.

Genova
06:00 del 17/12/2016
Scritto da Carmine

Svalutation !!!!! - Non c'è più il medico che rispetti il Giuramento d'Ippocrate. A Roma si dice --- non gliene può fregare di meno --- del rispetto deontologico del paziente. Prendiamo l'urologo. O il medico di base. 'Quanti anni hai?' Se più di settanta, loro ti dicono subito 'è normale che hai la prostata ingrossata', e dopo tanto brigare, apprendo di più dalla testimonianza di quella dottoressa della tarda sera di martedì su la sette, che mi avverte di non mangiare la sera, di eliminare i dolci, che devo ristabilire i villi intestinali, per ricomporre l'area in zona prostata ed ottenere una normalità del mio problema. Come in effetti mi succede. Sono sanissimo, ma per la Sanità di Stato, sono da 'ricovero'. Ecco il fiorire di spot martellanti su ogni 'allarme' salute. Che fanno la fortuna degli imbonitori che ti enfatizzano il prostamol senza fornirti un foglietto per l'uso adeguato

Undici milioni di italiani hanno dovuto rinunciare alle cure mediche nel corso del 2015 perchè non potevano permettersele.

È preoccupante il quadro sulla situazione del sistema sanitario nazionale fornito da Censis e Rbm al Welfare Day. Di fatto si cura solo chi può pagare le spese. Secondo l'Istituto di ricerca infatti nell'ultimo anno la spesa per le cure mediche è salita a 569 euro pro capite, 80 euro in più rispetto al 2013, ma nello stesso periodo sono due milioni in più gli italiani che hanno rinunciato a curarsi.


Millennials e Anziani

Sono in particolare i più giovani e i più anziani a non riuscire a finanziarsi le prestazioni sanitarie di cui avrebbero bisogno. Sono 2,2 milioni i millennials, cioè i nati tra gli anni '80 e il 2000, che rinunciano alle cure mediche, quasi due milioni e mezzo gli anziani. L'Istituto parla di un universo, quello della "sanità negata", che tende ad allargarsi.

Incubo liste d'attesa

Sono il problema irrisolto del Sistema sanitario nazionale. Dieci milioni di italiani scelgono di affidarsi ad ambulatori e studi medici privati per evitare le lunghissime liste d'attesa degli ospedali. In sette milioni fanno ricorso all'intramoenia, le prestazioni fornite dai medici al di fuori del normale orario di lavoro utilizzando le strutture pubbliche.


Visite inutili

Cinque milioni di italiani dicono di aver ricevuto prescrizioni di farmaci, visite o accertamenti diagnostici che si sono rivelati inutili. Ciononostante la maggior parte di questi è contrario a sanzionare i medici che fanno le prescrizioni.

Qualità peggiorata

Tutto ciò si ripercuote negativamente sulla percezione che i cittadini hanno sulla qualità del servizio sanitario nella propria regione. Per il 45 percento degli italiani la qualità è peggiorata negli ultimi due anni, per il 41,4 percento è rimasta la stessa, e solo per il 13,5 percento è migliorata.

Sanità italiana inadeguata

Ancora più critico il giudizio generale sulla sanità. Secondo il Censis infatti la maggioranza degli italiani, il 52 percento, considera inadeguato il servizio sanitario nella propria regione. La situazione cambia da regione a regione. Nel mezzogiorno la percentuale si avvicina al 70 percento, mentre al nord-est arriva la 32,8 percento


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Categorie: , Denunce, Economia, Salute


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Risposte - Commenti

Amedeo

17/12/2016 09:12:52
lo scopo dei massoni del nuovo ordine, sterminare chi non serve + e far lavorare allo stremo chi è in salute, controllare le nascite atrraverso la propaganda omosessuale, ovvero coppie sterili costrette a farsi fabbricare cuccioli umani da altri o tra poco in specifiche Farm di proprietà di multinazionali, distruggere tutte le altre religioni e simboli per il culto planetario del loro falso Dio Lucifero, lo stesso degli islamici che stanno usando per far il lavoro sporco eliminando i divergenti e leader che non si sottomettono ad essi.
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