Gli studenti preferiscono la lingua della penisola iberica fra le materie straniere studiate a scuola. Piace il francese, meno l’inglese. Tedesco troppo difficile, qualcuno invoca cinese e arabo.

Roma
17:10 del 22/07/2013
Scritto da Albertone

Il più amato dagli italiani, per riprendere lo slogan di una nota casa produttrice di arredi per cucine. In questo caso, si parla di spagnolo. Per la precisione dello spagnolo, la lingua più amata dagli studenti italiani. Sulla base dei sondaggi annualmente condotti dalla Scuola italiana per favorire il trait d’union fra domanda e offerta, la lingua della penisola iberica è quella preferita dagli alunni nostrani fra tutte le materie straniere studiate sui banchi.

Perché lo spagnolo, difficile a dirsi. Risposte come sempre disparate, suddivise fra quelle inverosimili e quelle destinate ad aprire spunti di riflessione anche a livelli politici ed istituzionali. Innegabile che lo spagnolo venga percepita come più facile rispetto alle altre, soprattutto perché la capacità di comprensione e di conversazione si sviluppa più rapidamente se paragonata a inglese, francese e soprattutto tedesco. Ma non basta.

Lo spagnolo è ritenuto utile anche in ambito lavorativo, formativo e ludico: è la lingua di molte delle mete estere dei ragazzi ed è apprezzato in quanto parlato in Sud America. Poco male se la grammatica è complessa almeno quanto (se non di più) rispetto all’italiano: in molti sono disposti a studiarla pur di portare avanti la propria passione.

Al secondo posto la lingua inglese: spicca negli intervistati la consapevolezza che è ormai uno strumento essenziale in ambito lavorativo ed è fondamentale saperlo parlare in modo spigliato durante un colloquio. In particolare viene messa in risalto la relativa facilità della grammatica a fronte dell’enorme difficoltà nello studio e nell’ampliamento dei vocaboli. Ma parlare la lingua inglese è per molti un piacere, anche se resta una certa diffidenza nei confronti dei madrelingua. Sono loro, secondo gli studenti italiani, a rendere complessa la comprensione del parlato fra parole pronunciate a metà ed altre appena sillabate.

Terzo gradino del podio per il francese, una volta obbligatorio fin dalle scuole medie ed oggi una semplice opzione nelle scuole superiori con indirizzo in lingue estere. Se l’accento è apprezzato da tutti gli studenti e la cantilena della parlata è riconosciuta fra le più amabili da seguire, rimane una certa perplessità nel doverla studiare. Per qualcuno il francese è addirittura una lingua morta, per altri non è indispensabile se non persino ostile allo sviluppo commerciale dell’Italia.

Ultimo posto per il tedesco: praticamente per tutti è l’osso duro da evitare o, se proprio necessario, da superare alla bell’e meglio. In pochi confessano di essere pronti a sostenere una conversazione in tedesco alla fine del quinto anno di superiori per via della complessità nella costruzione della frase e nel vocabolario di parole ristretto.

Ma c’è anche chi guarda oltre, lanciando un suggerimento da cogliere a chi si occupa di Scuola ed Università. Sono tanti gli studenti che chiedono di poter imparare fin dalle superiori i rudimenti del cinese e dell’arabo, ovvero le due lingue dei mercati commerciali attualmente in espansione. Per i ragazzi, conoscere cinese e arabo è l’occasione per lanciarsi in nuovi mercati. Capito i nostri studenti cosa vorrebbero per il loro futuro? 


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Categorie: Curiosità, Lavoro, Viaggi


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